
È passato un anno esatto, da quando Elon Musk ha svelato i “Tesla Bot”, i robot ultraprestazionali che il vulcanico imprenditore sudafricano ha voluto inserire fra i tanti progetti che gli frullano in testa e nei conti correnti.
Da allora era stato silenzio, facendo addirittura sospettare qualcuno che il progetto fosse finito in soffitta, in attesa di tempi migliori e forse più maturi. Invece qualche giorno fa, a sorpresa, Elon è comparso in carne e ossa al “Cyber Rodeo”, com’è stata battezzata la cerimonia di inaugurazione della gigafactory di Austin, in Texas, quarta dell’impero Tesla, nata grazie anche al contributo di 60 milioni di dollari versati dalla contea di Travis, dove le occasioni di lavoro per i cowboy della zona latitano un po’.
Fra botti, lampi, droni, fuochi d’artificio e 15mila fan accaniti che pendevano dalle sue labbra, l’imprendibile folletto della finanza mondiale non ha fatto accenno alcuno alla stratosferica offerta di 43 miliardi di dollari per rilevare “Twitter”, il suo social prediletto, che si è messo in testa di comprare e rivoluzionare. Ma in compenso è tornato a parlare dei suoi robot, che nel frattempo sono stati ribattezzati “Optimus Subprime”, che ha promesso pronti e funzionanti alla perfezione per il prossimo anno.
“Tutto ciò che gli umani non vogliono fare, sarà compito di Optimus. Un concept rivoluzionario ad un livello ancora più grande delle auto Tesla che svilupperemo in modo che sia sicuro, senza terminazioni o cose del genere. Penso che si possa testare il primo prototipo entro la fine dell’anno per poi andare in produzione con i primi robot a partire dal 2023”, ha annunciato facendo gongolare i suoi fans.
L’automa, ha confermato Musk, sarà in grado di muoversi in piena autonomia, di interagire con gli esseri umani e di riconoscere e valutare qualsiasi ostacolo gli si pari davanti alle telecamere. Optimus Subprime sarà dotato della stessa intelligenza artificiale che governa le vetture Tesla, e soprattutto programmato per occuparsi delle attività umane più noiose, ripetitive e pericolose. Ma questo è solo il primo step di un progetto avveniristico che in un futuro assai vicino permetterà di programmare l’umanoide con la personalità del proprietario, una sorta di anima digitale che servirà anche come banca dati perenne di ricordi e immagini. “Potremmo fare un upload delle cose che crediamo ci rendano così unici. Non sarà un clone per cui ci saranno differenze, ma per quanto riguarda la conservazione dei nostri ricordi e della nostra personalità penso che sia possibile farlo”.
Come sempre, nei progetti che Elon insegue si mescolano abilmente passi in avanti per l’umanità intera, ma anche interessi personali: “In termini di priorità, penso che attualmente il prodotto più importante che abbiamo in line-up sia il robot umanoide Optimus. L’intera economia si fonda sul lavoro e cosa succederebbe se venisse a mancare la manodopera? È qui che Optimus entra in scena, è molto importante”.
Senza mai scendere nelle specifiche tecniche, Musk ha parlato di un testa dotata di schermo che sarà anche l’alloggiamento di videocamere, sensori, scheda madre e chip di controllo. Alto 1,70 centimetri, con peso forma di 70 kg, potrà raggiungere gli 8 km orari e, secondo quanto anticipato, il suo costo dovrebbe aggirarsi sui 25mila dollari.










