
Nel luglio scorso, fa il giro del mondo una presa di posizione controcorrente di Steve Wozniak, l’uomo che insieme a Steve Jobs ha inventato dal nulla l’impero “Apple” nel leggendario garage al 2066 di Crist Drive, a Los Altos, in California. Facendo un dispetto all’azienda creata nel 1976, Wozniak si schiera apertamente con il “right-to-repair”, il movimento che chiede sia riconosciuto per legge il diritto alla riparazione.
Il movimento, nato nel 2012 e ormai diventato globale, approda ufficialmente anche in Italia con “Circola.re”, la prima associazione che porta avanti la battaglia per il diritto alla riparazione di oggetti elettronici, in parallelo con quella di raccogliere dispositivi usati per aiutare gli studenti in difficoltà con le lezioni a distanza.
Obiettivo dell’associazione, arrivare presentare una proposta di legge in Parlamento per obbligare i colossi dell’hi-tech a riparare milioni di apparecchi inutilizzati che ogni anno finiscono nei cassetti degli italiani. Secondo i calcoli del “Global E-Waste Monitor”, nel 2020 i materiali grezzi dei computer hanno raggiunto i 57 miliardi di dollari di valore, mentre ogni essere umano produce ogni anno in media 7,3 kg di Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), con la prospettiva di arrivare a 9 nel giro di pochi anni.
“Rimettere in circolo cellulari e computer funzionanti fa bene all’ambiente perché riduce le emissioni di CO2 e le estrazioni di materie prime – spiega l’associazione – oggi il ricondizionato cresce molto più lentamente dell’informatica nuova, mancano ancora coscienza e trasparenza”.
Le regole attuali in Europa come negli Stati Uniti sono limitate rispettivamente agli elettrodomestici e alle auto, e i sostenitori del movimento accusano proprio i colossi come Apple di essere uno dei più accaniti oppositori alla legislazione che prevede la riparazione dell’elettronica di consumo, poiché limita il mercato ai propri tecnici autorizzati e non fornisce pezzi di ricambio o dettagli tecnici. Al momento, solo il 17,4% dei materiali viene riciclato, 9,6 tonnellate su 53,6.








