TREND - Tattourism, il souvenir sulla pelle

Altro che calamite da frigorifero, cappellini, magliette e portachiavi: la nuova tendenza è il “Tattourism”, contrazione di tattoo e turismo, il souvenir definitivo che non pesa, non si rompe, non si perde e più che altro non si dimentica.

Nato inizialmente come gesto simbolico per celebrare un’esperienza particolarmente intensa, il tatuaggio in viaggio si è trasformato in un fenomeno globale capace di influenzare anche il settore turistico. In Thailandia e Giappone la pratica è da tempo parte integrante dell’esperienza culturale, sostenuta da tradizioni artistiche antiche, ma il trend ha ormai superato i confini asiatici.

In Europa e negli Stati Uniti il tattourism è in piena espansione: a New York, l’Untitled Hotel ospita al suo interno l’Unscripted Ink Tattoo Studio, uno spazio che attira turisti desiderosi di portarsi a casa un ricordo della Grande Mela diverso dal solito skyline stampato su una t-shirt.

Non si tratta più di una scelta impulsiva fatta sull’onda dell’entusiasmo vacanziero, ma di un’esperienza che parte dalla scelta dell’artista e prosegue con lo studio del disegno, fino a costruire un simbolo che racconti davvero un viaggio impossibile da dimenticare.

Se un tempo il tatuaggio da viaggio era spesso sinonimo di frasi in lingue esotiche e segni tribali, oggi molti cercano simboli diversi, come un dettaglio architettonico scoperto per caso, il profilo di una montagna scalata all’alba, un elemento naturale. Il tatuaggio diventa una sorta di taccuino permanente, un modo per fissare non solo un luogo, ma le emozioni vissute.

C’è chi sceglie di incidere sulla pelle la libertà sperimentata durante un viaggio in solitaria, chi celebra un’amicizia nata dall’altra parte del mondo, chi onora una rinascita personale avvenuta lontano da casa.

Il tattourism non è solo una moda estetica, ma un piccolo indicatore dell’evoluzione del turismo, con sempre più persone alla ricerca di esperienze uniche e personalizzate. E in un’epoca in cui tutto sembra effimero e condivisibile all’istante, il tattourism sceglie la strada della pelle, una memoria molto più potente di una fotografia o un video.

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