
Era il 2001, quando un gruppo di cicloamatori di Saragozza, in Spagna, decide di inforcare le proprie bici senza nulla addosso, per alzare il livello di attenzione sulla sicurezza stradale, l’inquinamento e il risparmio energetico. L’esperimento riesce, anche se ad alzarsi sono soprattutto le palette della polizia, che dopo centinaia di segnalazioni è costretta a intervenire tentando di coprire le pudenda a qualche decina di ciclisti completamente nudi.
Sava nascendo il “World Naked Bike Ride”, un evento ciclonudista che prende forma in modo ufficiale soltanto nel 2004, quando l’attivista canadese Conrad Schmidt decide di raccogliere il testimone: si spoglia, e invita a fare lo stesso centinaia di abitanti di Vancouver. È un attimo: grazie al tam-tam in rete all’appuntamento annuale aderiscono 28 città di 10 Paesi diversi, che nel giro di poco diventano 70 fino a toccare, nel 2017, la cifra di 120 città in tutto il mondo che aderiscono entusiaste alla ciclopasseggiata al grido di “As base as you dare” (più nudi che potete) in cui l’unica cosa che non conta è come ci si veste. Anzi, il contrario. È sufficiente una biciletta, che a volte non è neanche richiesta: basta un mezzo di locomozione purché non inquinante come skateboard, pattini, monopattini e anche a piedi, volendo.
Lentamente, a crescere negli anni è anche il numero di partecipanti, che oltre a inorridire le vecchiette finiscono per mandare in tilt il traffico: è successo nel 2010 a Londra, quando 1500 nudisti del pedale hanno praticamente bloccato il centro della capitale inglese, così come a Portland, in Oregon, dove nel 2014 ai nastri di partenza si sono presentati in 10mila. Generalmente, vista la grande massa di partecipanti, l’evento è tollerato dalle autorità, anche se sono numerosi i casi di arresti, sanzioni e divieti, come quello di Torino fra il 2010 ed il 2012, quando il Comune vietò espressamente il nudo integrale e i partecipanti optarono per uno slip.
I motivi sono ancora quelli originari, anche se vagando per il pianeta l’appuntamento ha assunto anche significati diversi che arrivano alla promozione e conoscenza del proprio corpo fino ad uno stile di vita sano e per certi versi primordiale. Il nudo, secondo gli organizzatori, è il modo per spiegare la vulnerabilità di chi va in bici nel traffico cittadino.
Si tratta per lo più di eventi che si trasformano in festa: i partecipanti sono invitati a indossare maschere, suonare strumenti musicali, colorare le proprie bici e se stessi attraverso il bodypainting e preparare cartelli.
Per chi fosse interessato, l’edizione 2022 ha come epicentro la città di Toronto, in Canada: non è richiesta registrazione e tantomeno tasse di partecipazione. Basta lasciare i vestiti a casa e magari assicurarsi che il sellino sia fissato bene. Hai visto mai.















