SPORT – Occhi puntati su United 26, il prossimo Mondiale
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Sì, quello che si conclude domani con la sfida stellare Argentina-Francia è stato un mondiale anomalo, a cominciare dalle date invernali per finire con il profumo inconfondibile delle mazzette del “Qatar-gate” che aleggia nell’aria. Ma lo spettacolo, soprattutto se ben pagato, deve continuare, come ha ammesso Gianni Infantino, presidente della Fifa, a cui va il titolo di miglior autogol del Mondiale 2022 difendendo il paese arabo a spada tratta dalle accuse della strage di lavoratori per realizzare gli stadi faraonici, e concludendo con un secco no ad un videomessaggio del presidente ucraino Zelensky.

Ma tutto questo, dicono gli esperti, è ancora poco. I vertici della Fifa, archiviata l’esperienza nel Golfo, sono già concentrati sul prossimo appuntamento, nel 2026, con le 23 partite in programma divise equamente fra tre paesi: Stati Uniti, Canada e Messico. Il che significa la prima grana per la Fifa, che dovrà decidere a quali dei tre assegnare la qualificazione d’ufficio in qualità di paese ospitante, lasciando le altre due con l’amaro in bocca.

Per essere ancora più precisi, ad ospitare gli incontri saranno Vancouver e Toronto in rappresentanza del Canada, Monterrey, Guadalajara e Mexico City per il Messico, Seattle, San, Francisco, Los Angeles, Kansas City, Dallas, Houston, Atlanta, Miami, Philadelphia, New York e Boston per gli Stati Uniti. Significa distanze fra un impianto e l’altro che possono superare i 4.000 km e addirittura notevoli differenze di fusi orari, con tutte le difficoltà logistiche e di trasmissione che ne derivano.

“United 2026”, come l’hanno ribattezzato, oltre a tornare al consueto periodo tarda primavera-estate (fra giugno e luglio), sarà un mondiale a 48 squadre, e non più a 32, probabilmente divise in 13 gruppi da tre, per un’offerta pari a 80 partite complessive. Al momento è in ballo anche un’altra ipotesi: 12 gironi con 4 squadre, ma questo alzerebbe l’asticella a 104 partite, con la necessità di allungare il torneo di una settimana. Roba che fa gongolare gli sponsor, e non solo loro.

La sola certezza è che per questioni di fuso orario, seguire le partite dall’Italia non sarà affatto semplice, costringendo gli appassionati a maratone notturne. Questo, a patto che gli Azzurri ci siano.