SPORT – La vittoria epocale delle calciatrici americane
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Megan Rapinoe e Alex Morgan ce l’hanno fatta: con un dribbling fulminante e implacabile hanno messo a segno la rete più importante della loro vita. Le due più celebre icone del calcio femminile mondiale, oltre a battersi per imporre il calcio a casa loro, sport di seconda fascia rispetto a football e baseball, hanno portato avanti “Equal Pay”, una causa alla Commissione federale per le pari opportunità contro la federazione americana destinata a fare epoca: garantire alle calciatrici statunitensi contratti e ingaggi pari ai colleghi maschi. Visto e considerato, fra l’altro, che in America il calcio femminile è più seguito di quello maschile e che le donne, rispetto ai maschi, sono state capaci di conquistare ben 4 Mondiali di fila.

Sei anni dopo, la Soccer Federation americana ne esce bastonata e riportata all’ordine, oltre che costretta a versare ben 24 milioni di dollari come arretrati che in qualche modo sono la testimonianza tangibile della disparità di trattamento. “Le ore aggiuntive e lo stress, le pressioni esterne e le discriminazioni - ha commentato Alex Morgan – ci hanno portato spesso a pensare: perché diavolo sono nata femmina? Con questa battaglia c’era qualcosa di più che scendere in campo da titolare, segnare un gol o voler vincere”.

Un segnale che qualcosa stava per cambiare è arrivata qualche settimana fa, quando Trinity Rodman, figlia di Dennis, uno degli ex signori del basket NBA, a soli 19 anni è diventata l’astro nascente del calcio femminile americano: prima convocazione in nazionale e ingaggio dai “Washington Spirit” con uno stipendio base di 281mila dollari all’anno, ovvero 1,1 milioni per 4 stagioni. In realtà una manciata di soldi, rispetto ai contratti stellari dei campioni di hockey, basket, football e baseball.

“È un passo importante per correggere i molti torti del passato - comunica in una nota il sindacato della squadra femminile - si tratta di un cambiamento che influenzerà le generazioni a venire. Arriviamo da una lunga storia di donne che hanno combattuto per migliorare questo sport. Quello di cui sono davvero orgogliosa è che la giustizia arriverà e che la prossima generazione non dovrà mai più passare quello che abbiamo passato noi”.

E in Italia? Nel Paese dove il calcio è quasi una religione le donne sono in dirittura d’arrivo: a cominciare dalla stagione 2022-2023, la prossima, il calcio femminile vivrà una vera rivoluzione. Le squadre di Serie A passano da 10 a 12, e a fine campionato saranno formati gruppi da 5 squadre che si sfideranno per lo scudetto e l’accesso alla Champions League, o anche per non retrocedere. Ma soprattutto, con tutele sanitarie, previdenziali e contributive da vere professioniste.