
Il minuto numero 6 del secondo tempo dei quarti di finale del Mondiale 1986, fra Argentina e Inghilterra, è forse uno dei momenti più leggendari nella storia del calcio. È l’attimo in cui Diego Armando Maradona, il 22 giugno 1986, consegna la vittoria alla nazionale argentina, che dopo aver strapazzato il Belgio in semifinale avrebbe poi sconfitto la Germania laureandosi campione del mondo.
Una frazione di tempo che ha un nome ben preciso: la “Mano de Dios”. È il racconto del braccio con cui al 51’, Maradona riuscì a superare il portiere inglese Peter Shilton, ben più alto di lui. Malgrado fosse a due passi, l’arbitro tunisino Ali Bin Nassar non si accorse di nulla, convalidando la rete. “Shilton e Maradona erano di spalle, per questo non sono riuscito a vedere chiaramente il tocco di mano. Come da istruzioni della Fifa, guardai il mio guardalinee per avere conferma della validità del gol: lui tornò verso la linea di metà campo come ad indicarmi che la rete era valida”, ha dichiarato anni dopo.
E come se ancora non bastasse, soltanto quattro minuti più tardi, al 55’, sempre Maradona sarebbe riuscito segnare quello che universalmente è riconosciuto come il “gol più bello nella storia della Coppa del Mondo”, seminando cinque avversari prima di mettere nuovamente la palla in rete.
Esattamente quel pallone, calciato per 90 minuti passati alla storia, è stato per 36 anni uno dei ricordi a cui l’arbitro Bin Nassar è stato più affezionato, così tanto da decidere che era arrivato il momento di separarsene. “Questo pallone fa parte della storia del calcio e mi sembra il momento giusto per condividerlo con il mondo – ha dichiarato – spero che l’acquirente sia in grado di esporlo o di condividerlo con il pubblico”.
Insomma, un cimelio che per gli appassionati di calcio e del mito di Maradona rappresenta una sorta di “Sacro Graal”, dettaglio che giustifica una stima di vendita che si aggira fra 2,5 e 3 milioni sterline, al cambio attuale fra 2,9 e 3,5 milioni di euro.
Il leggendario pallone, un Adidas modello “Azteca” andrà all’asta il prossimo 16 novembre a Londra, nella sede della “Graham Budd Auctions”, e rientra in un evento dedicato a cimeli e memorabilia della Coppa del Mondo di calcio. Il pallone della “Mano de Dios”, segue di qualche mese la vendita della maglia numero 10 di Maradona dello stesso incontro, battuta lo scorso maggio da Sotheby’s per 9,3 milioni di dollari.
E mentre musei e collezionisti si fregano le mani in attesa dell’apertura dell’asta online, il prossimo 28 ottobre, l’ex attaccante Gary Lineker, quel giorno autore dell’unica e del tutto inutile rete inglese, non ha nascosto tutto il proprio disappunto: “Come diavolo è possibile che il pallone sia finito all’arbitro? E con che sfacciataggine guadagnerà montagne di soldi da quello che ha combinato quel giorno, una svista madornale considerata uno dei più grandi errori arbitrali nella storia dei Mondiali di calcio”.









