SPORT - 2 miliardi di euro, il costo della pandemia per il calcio
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Ha una cifra, ed è spaventosa, il costo della pandemia sul mondo del calcio. L’ha calcolata la Deloitte, colosso inglese specializzato nella consulenza e revisione che fa parte delle Big Four, le quattro più grandi società del settore, che ogni anno pubblica il Football Money League, la classifica dei primi 20 club calcistici stilata sulla base dei ricavi operativi dell’anno precedente.

Giunta alla 23esima edizione, la classifica ha svelato una realtà assai dolorosa: a patto che si concluda entro l’anno, la pandemia costerà all'universo del pallone 2 miliardi di euro netti attraverso le 20 società di calcio più potenti al mondo. La cifra comprende il miliardo bruciato lo scorso anno e quello delle stagione in corso, ancora costretta a partite a porte chiuse che penalizzano le casse societarie e - per lo stesso motivo - spingono gli sponsor a chiedere ritocchi verso il basso. Conti alla mano, per la stagione scorsa si parla di un fatturato complessivo pari a 8,2 miliardi di euro, con ricavi scesi del -12% rispetto all’anno precedente, chiuso con 9,3 miliardi di euro grazie a coppe e campionati.

“La contrazione di 1,1 miliardi di euro è dovuta ad un calo di 937 milioni di euro derivati dai proventi dei diritti televisivi. A questo si aggiunge un crollo di 257 milioni di euro (-17%) dei ricavi derivati dalle presenze di pubblico allo stadio, con partite posticipate e poi annullate o giocate a porte chiuse, rispettando le norme anti-Covid. Il tutto è stato solo parzialmente compensato da un aumento di 105 milioni di euro (+3%) dei ricavi commerciali”.

E non andrà meglio neanche quest’anno, ammette la Deloitte, che prevede “Per i venti club più ricchi una perdita di oltre 2 miliardi di euro in mancate entrate”. Le soluzioni? Fin troppo semplici: che la pandemia scompaia o quantomeno rallenti, permettendo ai tifosi di tornare negli stadi, ma secondo la società inglese potrebbe non essere sufficiente: “I club saranno costretti a ripensare i loro modelli di business aumentando i propri focus sul digitale, settore che diventa sempre più strategico poiché è oggi quasi l’unico strumento di cui i club possono disporre per coinvolgere le tifoserie”.

Nel 2020, la media del fatturato delle grandi squadre è stato di 409 milioni di euro, 55 in meno rispetto al 2019. Per quanto disastroso, un equilibrio che non cambia le posizioni della top 10. La somma fra ricavi commerciali e diritti televisivi - senza considerare il fatturato da calciomercato - vede al primo posto il Barcellona con 715,1 milioni di euro, seguito a poca distanza dal Real Madrid con 714,9. Al terzo posto i campioni d’Europa del Bayern Monaco (634,1), che si confermano anche come il club ha segnato la minor flessione delle entrate (-4%). Quarta posizione per il Manchester United (580,4) che al contrario paga la mancata partecipazione alla Champions League, da sommare all’assenza di ricavi da stadio, agli sconti e ai differimenti per i pagamenti dei broadcaster televisivi. Entra invece per la prima volta nella top 5 il Liverpool, con un fatturato di 558,6 milioni di euro. New entry anche per Zenit (236,5) ed Eintracht Frankfurt (174) che prendono il posto di Roma e West Ham.

La Juventus, unica squadra italiana presente nella top ten, ha chiuso con ricavi per 397,7 milioni di euro: decisamente più indietro l’Inter (291,5) e il Napoli (176,3).