
Per definizione, la spiaggia offre sabbia, mare e sole, ma si porta appresso folla, gente che parla, radio che gracchiano, bambini che urlano e ragazzini che giocano a palla. Per questo, una delle tendenze che più sta trovando spazio sugli arenili italiani nell’estate 2025 quella delle spiagge silenziose.
Per distinguerle dalle altre è sufficiente il cartello all’entrata, che più o meno recita: “Qui si parla piano, come in biblioteca”. A garantire il silenzio del personale che “pattuglia” la spiaggia invitando a moderare il volume chi esagera, per rispettare gli altri. E non si tratta di un caso isolato, perché le “silent beach” sono segnalate ovunque, dalla Sicilia alla Toscana, passando per la Liguria e perfino sulle sponde del lago di Como. E lo stesso accade all’estero: Baleari, Grecia, Portogallo e Francia hanno le loro silent beach, dove chi entra è invitato a fare meno rumore possibile. Lo dimostrano decine di post sui social, che mostrano spiagge affollate e nessun rumore di fondo che non sia quello del mare.
Un trend che segue il bisogno sempre più sentito di staccare dalla routine di tutti i giorni, sommersi di input visivi e sonori, oltre che dal rumore che fa il mondo mentre gira su se stesso. Ma non tutti sono d’accordo e soprattutto non tutti sono in grado di spiegare ad un bambino che non bisogna urlare. Ma per questo ci pensano le aree “kids allowed” che separano ampiamente le famiglie con bimbi piccoli dalle zone dove vige il principio del silenzio.








