SPETTACOLO – Al cinema con lo Spid

Fra le norme più nascoste della Legge di Bilancio 2023, che fa discutere in queste settimane fuori e dentro i palazzi della politica, spunta un’agevolazione che nel marasma generale rischia quasi di passare inosservata.

Tutto parte dallo “Spid”, acronimo di Sistema di Identità Digitale, in pratica l’accoppiata di username e password personali con cui è possibile accedere ai servizi online della pubblica amministrazione attraverso computer, smartphone e tablet.

Secondo quanto prevede il “bonus cinema”, fondo da 10 milioni di euro previsto dal Ministero della Cultura per riportare spettatori nelle sale, in sofferenza continua dall’arrivo del Covid-19, attraverso un QR code generato dallo Spid da presentare alla cassa del cinema, per avere diritto ad uno sconto. Sarà lo Stato a riconoscere un contributo di 3 euro alle sale per tre mesi e per ogni biglietto scontato emesso, a patto che il prezzo non superi fra i 6 ed i 7 euro, con il risultato che il biglietto ad ogni spettatore non costerà più di 4 euro.

A volere la norma era stato l’ex ministro Dario Franceschini, confermato dall’attuale ministro Sangiuliano e inserita nel DL Aiuti. Manca prima di correre al cinema, è giusto sapere che all’appello manca ancora la data di attivazione del bonus.

Una crisi, quella delle sale cinematografiche, in qualche modo certificata dai dati “Siae”; che confrontando due anni cardine, il 2019 e il 2021. Se nel corso del primo gli incassi si erano assestati a 306 milioni di spettatori, per 2,7 miliardi di euro, lo scorso i primi sono calati a 84 milioni di clienti, per 870 milioni.