SPETTACOLI - Broadway riparte dalla strada

Broadway a New York e il West End di Londra, due dei maggiori poli teatrali del mondo, sono in ginocchio, esattamente come accade in tutto il resto del pianeta. Intere stagioni teatrali andate in fumo, tour musicali annullati, eventi cancellati. E nell’aria sempre meno cultura, svago, divertimento, tutto quello che faceva bello anche un mondo che spesso non lo è per niente.

Si lamentano all’unisono i lavoratori dello spettacolo, ma proprio a Broadway, crocevia dei più grandi palcoscenici e fucina dei maggiori successi di sempre, qualcosa si muove. O almeno prova a farlo.

Chiuso dal 20 marzo 2020, Broadway, una delle più lunghe e antiche strade di New York, resa celebre dalla porzione che ospita 40 teatri con sale che spesso partono da 500 posti, ha ormai scordato numeri che la facevano una voce importante nel bilancio di New York: nel 2008, i suoi show incassavano poco meno di 1000 milioni di dollari a stagione. Ma visto che ancora non esiste alcuna data prevista per una possibile riapertura, il governatore Andrew Cuomo, malgrado stia vivendo un momento difficile per via di 7 donne che lo accusano di avere la mano e la lingua un po’ troppo veloce, ha appena varato una proposta alternativa che possa ridare fiato al Theatre District. Si chiama NY PopsUp, ed è un vero cartellone di 300 spettacoli, molti dei quali gratuiti, previsti in spazi aperti durante la bella stagione. Al sindaco di New York, Bill de Blasio, il compito di annunciare il programma Open Culture della città, creato grazie ad una partnership pubblico-privata che già avuto l’adesione di 150 artisti, tra cui Amy Schumer, Chris Rock, Mandy Patinkin, Renée Fleming e Hugh Jackman.

Il tutto, spiega De Blasio, nel massimo rispetto delle direttive sanitarie, evitando i bagni di folla con annunci dati in largo anticipo e posti contingentati. Gli eventi si svolgeranno in parchi, musei e parcheggi, così come sulle piattaforme della metropolitana e nelle stazioni di transito. La serie sarà guidata dai produttori Scott Rudin e Jane Rosenthal, insieme al New York State Council on the Arts e all’Empire State Development, e fa parte di un piano di rilancio delle arti che il governatore aveva annunciato durante un discorso a gennaio, quando aveva anticipato l’intenzione di organizzate spettacoli pop-up. Nel programma sono inclusi l’inaugurazione di Little Island, il molo simile a un parco sulle rive dell’Hudson, e la 20esima edizione del Tribeca Film Festival.

Ma proprio in questi giorni, al Municipio di New York pare sia allo studio una proposta lanciata da Marvel, un noto studio di architettura newyorkese che invece di costruire strutture nuove, ha pensato di utilizzare i container commerciali usati per le spedizioni come palcoscenici provvisori. Sistemati a 3,5 metri di altezza, potrebbero permettere spettacoli perfino in piccole vie secondarie con il pubblico distanziato, ma messo comunque nelle condizioni di vedere. Sicuri, robusti, addirittura impilabili (attori sopra, orchestra sotto) e spostabili con poco sforzo, possono essere sistemati pochi minuti prima dello spettacolo e spostati poco dopo senza che il traffico cittadino subisca rallentamenti.