SPAZIO - «Houston, nessun problema»
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È tutto pronto: Bob Behnken e Doug Harley, i due astronauti della missione Nasa Demo-2 che tra 24 ore voleranno nello spazio, fremono aspettando le 4:33 ora locale (le 22:33 in Italia). Un viaggio che rappresenta il giro di boa nelle missioni spaziali, perché la prima nata dalla collaborazione fra l’ente spaziale americano e una società privata, la “SpaceX”, una delle tante creature della galassia di Elon Musk. “Abbiamo concentrato tutte le nostre attenzioni sul lancio perché sarà una missione epocale: Demo-2 rappresenta la riconquista dello spazio da parte degli Stati Uniti”. Il progetto è stato finanziato da SpaceX e la Boeing, affidato all’azienda di Musk dopo alcuni test falliti dello “Starliner”, il razzo ideato dalla Boeing.

Tutto è pensato in ogni dettaglio: le tute di Behnken e Doug Harley sono state disegnate da Jose Fernandez, un celebre costumista di Hollywood che ha lavorato in produzioni di successo come “Batman”, “X-Men” e “Thor”: “Sono state studiate per avere un design elegante e pratico, ma soprattutto per garantire la sicurezza degli astronauti e dotate di apparecchiature di ultimissima generazione”, ha commentato Musk.

La SpaceX nasce nel 2002 ad Hawthorne, in California, con l’obiettivo di creare tecnologie in grado di ridurre gli abnormi costi delle missioni spaziali e permettere la colonizzazione di Marte. Nel tempo ha sviluppato razzi riutilizzabili come “Falcon 1”, “Falcon 9” e “Falcon Heavy”, oltre alle capsule “Dragon” e “Dragon2”, ed è stata la prima compagnia privata a lanciare in orbita e recuperare un velivolo spaziale e ad inviarne uno verso la ISS. Dal momento della partnership con la Nasa, SpaceX ha lanciato diverse missioni di rifornimento verso la Stazione Spaziale, ottenendo nel 2014 il “Commercial Crew Development”, un contratto di sviluppo per la creazione di una capsula certificata per i viaggi umani.

“Falcon 9”, il razzo vettore, è il primo veicolo orbitale riutilizzabile capace di portare in orbita carichi fino a 22.8 tonnellate: nella sua prima versione, nel 2010, ha raggiunto l’orbita al primo tentativo e al terzo volo, nel 2012, ha raggiunto la Stazione spaziale Internazionale. Nel marzo di quest’anno, Falcon 9 ha all’attivo 83 missioni compiute con successo e 50 atterraggi.

Il volo che porterà i due astronauti-collaudatori a bordo della Iss durerà circa 24 ore, tempo necessario per portare la Crew Dragon in posizione di “rendez-vous” con la ISS. Conclusa la missione, la cui durata non è ancora certa, Crew Dragon si sgancerà automaticamente dalla Stazione spaziale e sarà pronta per il rientro in atmosfera, riportando Behnken e Hurley sulla Terra con un ammaraggio nell’Oceano Atlantico, al largo della costa orientale della Florida con il classico “splashdown”.

Dotata di due pannelli solari gemelli che si dispiegano una volta in orbita, la capsula comprende due distinti sistemi di propulsione, entrambi targati SpaceX: uno bi-propellente a bassa pressione con sedici propulsori “Draco” per le manovre in orbita, e un altro bi-propellente ad alta pressione con otto propulsori “SuperDraco” da utilizzare durante le fasi di lancio.

Dragon è dotata di un sistema di sicurezza in grado di salvaguardare gli astronauti a bordo in caso di emergenza, facendo sì che la capsula si sganci dal razzo vettore su comando manuale e abbia autonomia di manovra grazie a una coppia di propulsori posizionati a ognuno dei quattro lati della capsula. Gli otto motori a razzo a propellente ipergolico possono essere spenti e riaccesi più volte anche mesi dopo il lancio, e anche la spinta può essere variata per garantire la stabilità e la manovrabilità.