SPAZIO - Un miliardario cerca compagnia per un viaggio nella galassia
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Un miliardario, un imprenditore, un’infermiera e un cassaintegrato, o perché no, un portatore sano di reddito di cittadinanza. Potrebbe essere questa, la squadra che il prossimo ottobre partirà a bordo dello Space X di Elon Musk dal Kennedy Space Center della NASA, in Florida, con destinazione “infinito e oltre”.

Un equipaggio dalla composizione variegata assai, per iniziare è totalmente privo di astronauti professionisti, che ha deciso di mettere insieme proprio in questo modo Jared Isaacman, miliardario di Far Hills, paesotto con 900 abitanti nel popolare Stato del New Jersey, da dove lui stesso è partito 37 anni fa riparando computer in un sottoscala trasformato in laboratorio. Una moglie e due figlie di 7 e 4 anni, appassionato di volo, nel 2004 Isaacman inizia a prendere lezioni e nemmeno cinque anni dopo entra nel Guinness dei Primati per aver stabilito il record mondiale di circumnavigazione del globo a bordo di un aereo da turismo: impresa che completa in 62 ore, 20 meno del primato precedente. Nel suo C.V., per essere corretti, manca ancora qualche passaggio fondamentale: il 2005, ovvero l’anno in cui Isaacman fonda la United Band Card, una società di elaborazione di carte di credito poco dopo ribattezzata Harbortouch. Una cosina che nel 2015 macinava una media di 11 miliardi di dollari all’anno coprendo 60mila esercizi commerciali in tutti gli Stati Uniti. Nel 2020, la società ha nuovamente cambiato nome trasformandosi nella Shift4 Payments, ma soprattutto non ha mai smesso di produrre dollari a profusione, permettendo ad Isaacman di dare vita alla Draken International, la più grande flotta privata di jet da combattimento del mondo.

Insomma, visto che di denaro ne ha messo da parte a sufficienza per le prossime quattro o cinque vite, il buon Jared ha deciso di togliersi un capriccio degno di un miliardario vero: “affittare” da Elon Musk la navetta Crew Dragon, una 2+2 con vetratura panoramica. Oltre a sé stesso, che occuperà il posto da comandante-pilota della missione, restavano da assegnare altre tre poltroncine reclinabili: una è destinata ad uno dei nuovi clienti di Shift4 Payments, mentre un’altra andrà di diritto ad un’operatrice sanitaria del St. Jude Children’s Research Hospital, ospedale di Memphis specializzato nei tumori infantili: è una donna di cui non è ancora stato svelato il nome, e di lei si sa solo che è stata colpita da tumore quando aveva pochi anni e diventata adulta ha scelto di lavorare esattamente dove le avevano salvato la vita, sperando di poter fare lo stesso con gli altri. L’ultimo posto libero, Isaacman ha voluto riservarlo al caso: un’estrazione fra tutti coloro che verseranno un contributo all’ospedale St. Jude. Non importa la cifra quanto il gesto, assicura il neo-comandante, ammettendo che l’obiettivo è di raggiungere i 200 milioni di dollari da donare interamente all’ospedale pediatrico. Se alla fine ne mancheranno, ha promesso Isaacman, li aggiungerà lui.

Oltre alla donazione, all’aspirante astronauta ancora da individuare non è richiesto nulla di particolare: meglio se alto almeno 1 metro e 80, pesante non più di 110 kg e disposto a sottoporsi a qualche test più psicologico che fisico. In fondo, secondo Elon Musk, chiunque “riesca a sopportare un giro sulle montagne russe, può andar bene per volare su Crew Dragon”.

I quattro astronauti, i primi dilettanti nella storia della corsa allo spazio, gireranno per alcuni giorni intorno alla Terra ammirando da ogni angolazione possibile uno spettacolo irripetibile, prima di tuffarsi nell’Atlantico. Space X, la società spaziale di Musk, ha assicurato che il personale seguirà e sorveglierà costantemente il volo da Terra, aggiungendo che il viaggio spaziale successivo è in programma per il 2023, quando sarà il turno di Yazuku Maezawa, un miliardario giapponese, mentre proseguono gli accordi con due colossi del turismo per pacchetti viaggio che includano un soggiorno all inclusive a bordo della ISS, o per “semplici” giri panoramici intorno alla Terra.

“Tra 60 o forse 100 anni le persone avranno a disposizione le loro navicelle private, come nel cartone animato “I pronipoti”: ci saranno famiglie che nei week end saltelleranno sulla Luna con i loro bimbi in tuta spaziale. Ma anche se vivremo come la fantascienza immagina da secoli, prima è nostro preciso dovere sconfiggere il cancro infantile”. Chapeau.