SPAZIO - SpaceX: l'inizio di una nuova era

Malgrado le previsioni del tempo sulla Florida non fossero ancora delle migliori, alle 15:22 ora di Cape Canaveral (le 21:22 in Italia), la SpaceX Crew Dragon si è staccata dalle rampa A39 del Kennedy Space Center riportando all’America la soddisfazione di portare degli esseri umani in orbita, dopo l’umiliante richiesta di “passaggi” ai russi per più di nove anni. A due minuti e 33 secondi dalla partenza il primo stadio del Falcon 9 si è staccato atterrando come da previsioni sulla piattaforma nelle acque dell’Atlantico. Dodici minuti dopo è toccato al secondo stadio, lasciando la capsula Dragon nell’orbita giusta.

Un successo sottolineato anche dalla presenza di Trump e del suo vice Pence, tornati a Cape Canaveral dopo il “flop” dello scorso mercoledì. Ma non è per loro che il 30 maggio 2020 sarà ricordata come una data epocale: è la prima volta in cui la Nasa collabora con un’azienda privata per portare “un carico umano”, ma è anche il primo passo verso l’era tutta da esplorare dei viaggi spaziali commerciali di società che – c’è da giurarci – non si limiteranno a fare da autobus verso lo spazio. Un successo di cui tutti sono grati a Elon Musk, il piccolo uomo delle grandi auto elettriche che si è assicurato un posto nei libri di storia mettendoci tutta la fantasia e i denari di cui disponeva.

Doug Hurley e Robert Behnken sono in viaggio ormai da ore, diretti verso la stazione spaziale internazionale ISS, che dovrebbero raggiungere alle 16:27 ora italiana di lunedì: i loro compiti si limitano a tenere d’occhio tre grandi schermi touchscreen, senza cloche in mezzo alle gambe.

Ad accogliere AstroDoug e AstroBob, come li chiamano ormai tutti, l’americano Chris Cassidy e russi Anatoli Ivanishin e Ivan Vagner.

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