
Per i complottisti e gli appassionati di fantascienza di tutto il mondo questi sono giorni sacri, da incorniciare e ricordare negli anni a venire. Per la prima volta nella storia, la CIA – la leggendaria agenzia di spionaggio americana - ha deciso di rendere accessibili all’umanità migliaia di documenti un tempo riservati e classificati come top secret di segnalazioni e avvistamenti di oggetti volanti non identificati dagli anni ’50 ad oggi. Per chi di queste cose ne mastica è come mettere mano sul a Sacro Graal, o forse aver trovato la mappa di un tesoro nascosto.
A rendere possibile la consultazione gratuita è stato il sito The Black Vaul, diretto da John Greenwald Jr, uno dei più noti cacciatori di alieni americani che in vent’anni di onorata ricerca non ha esitato a trascinare più volte l’agenzia in Tribunale accusandola di nascondere segreti che l’umanità avrebbe il diritto di conoscere. Costretta dai giudici in base al Freedom of Informaction Act, una legge che consente di rimuovere l segreto di Stato da alcuni documenti, la difesa americana aveva pubblicato qualche report negli anni Ottanta, con il risultato di aumentare la curiosità del mondo intero.
Greenwald ha acquistato per intero il dossier di tutti i report su cui la CIA ha indagato o che comunque sono arrivati sulle loro scrivanie sotto forma di segnalazioni su cui qualcuno aveva ordinato di vederci più chiaro o che al contrario non sono mai stati approfonditi: materiale che è anche scaricabile in formato pdf o zip a disposizione di chiunque abbia voglia e tempo di scendere tutte le scale del mistero chiamato UFO.
Fra le circa 2.780 pagine di documenti declassificati – che secondo la CIA è il più grande dossier sugli avvistamenti di tutto il mondo - c’è davvero di tutto, iniziando da alcuni dischi volanti avvistati in Sudamerica negli anni Sessanta, o ancora gli oggetti che nel tempo hanno messo in allarme le forze aree dell’Azerbaijan, della Russia, della Cina, della Scozia e della Corea del Sud. Per analizzarli tutti servirà tempo, ma fra i primi risultati spiccano il file C05515658.pdf, un rapporto su oggetti volanti non identificati in volo sull’Iran il 13 agosto del 1957, o ancora il file C05515659.pdf che parla di un possibile oggetto in volo sull’Ucraina, avvistato il 22 ottobre del 1959, e per finire il file C05515646.pdf, quasi completamente oscurato: è il resoconto di avvistamento avvenuto in Marocco nel 1976.
E chi sguazza dei misteri avrà da divertirsi scoprendo che nel dossier sono inclusi episodi misteriosi e mai chiariti, anche se da nessuna parte si parla di “omini verdi” incrociati da qualcuno mentre passeggiano per le strade.
Si tratta però di informazioni che non sempre sono semplici da decifrare per via di omissis o della scarsa qualità delle scansioni di documenti cartacei, probabilmente non casuale.
La diffusione risale in realtà agli anni Novanta, ma nessuno finora si era preso la briga di renderla accessibile a tutti, e coincide con il decreto Stimulus del Congresso americano, che dedica un capitolo alla richiesta al Pentagono di stilare un rapporto sugli avvistamenti extraterrestri. Lo scorso agosto, dopo la diffusione di immagini catturate da jet militari in esercitazione che mostravano alcuni oggetti non meglio identificati compiere manovre innaturali nello spazio aereo americano, il ministero della difesa aveva creato la Space Force, una forza armata spaziale che da una parte riconosce lo spazio come possibile futura zona di guerra, ma dall’altra ha il compito di “rilevare, analizzare e catalogare i UAP (Unidentified Aerial Phenomenon, ndr), che potrebbero potenzialmente rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale”.
A far salire la febbre verso gli UFO anche la controversa intervista rilasciata da Halm Eshed, 87enne ex capo del programma di sicurezza spaziale dello Stato ebraico fra il 1981 ed il 2010, in cui afferma che “Gli alieni hanno espressamente richiesto di non svelare che sono qui, perché l’umanità non è ancora pronta. Ma posso dare per certo che il mio Paese è da anni in contatto con loro. Chiunque lavori nel settore ne è a conoscenza, compresi i presidenti americani”.










