
Alle 15 ora italiana, mentre Matteo Berrettini scenderà sul leggendario centrale di Wimbledon contro Djokovic, primo italiano della storia ad arrivare alla finale sull’erba più sacra del tennis mondiale, un uomo partirà per lo spazio.
Si chiama Richard Branson, ha 71 anni e un conto corrente che secondo “Forbes” si aggira sui 4,3 miliardi di dollari, tutti guadagnati attraverso le attività del “Virgin Group”. Alle 15 esatte (sempre ora italiane), a cinque ore dal fischio d’inizio della finale di “Euro 2020” fra gli Azzurri di Mancini e i Leoni d’Inghilterra, Branson sarà a bordo dello “SpaceShip” per il primo volo commerciale della “Virgin Galactic” che insieme a lui porterà fra gli 80 ed 100 km dalla Terra due piloti e altri due passeggeri.
SpaceShift, secondo quanto dichiarato, dopo essere partito dalla base “Spaceport America” in New Mexico, a 15 km di altezza Unity si staccherà proseguendo il volo fino ad arrivare intorno ai 90 km descrivendo un arco di 4 minuti durante i quali i passeggeri proveranno l’effetto di “galleggiare” privi di gravità e guardare il nostro pianeta da uno dei 17 finestrini della navicella, poco prima di rientrare verso la Terra. Il lancio, fanno notare dalla Virgin stessa, non potrebbe essere considerato spaziale, visto che la navetta non supererà la “linea di Kármán”, soglia immaginaria a 100 km di altezza che per la Fédération Aéronatique Internationale classifica o meno un volo spaziale, ma sarà comunque una data destinata alla storia come il primo viaggio del turismo spaziale. Sul sito dell’azienda è già possibile prenotare un posto sui prossimi 400 viaggi annui previsti, con prezzi intorno ai 250 mila dollari a biglietto, pare con oltre 600 prenotazioni già messe al caldo.
Con un colpo di reni, Branson diventerà il primo del club dei “miliardari” innamorati dello spazio, un circolo ristretto assai che oltre a lui comprende Elon Musk e Jeff Bezos, quest’ultimo battuto di una manciata di giorni, visto che a lui sarà sparato nella galassia il 20 luglio prossimo a bordo della “New Shepard”, navetta della “Blue Origin”. “Onestamente devo dire che la nostra non è un gara - ha commentato Branson nei giorni scorsi – ma se vogliamo chiamarla così, diciamo che è una gara nel produrre meravigliose navi spaziali che renderanno possibile per un numero sempre maggiore di persone di andare nello spazio”.
Al netto dei dritti e rovesci di Berrettini, chi volesse seguire le due ore di diretta del lancio può collegarsi al sito Virgin Galactic o sui profili social della società.











