SOLIDARIETÀ - Il cuore grande del capitano Moore
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Thomas Moore, nato il 30 aprile 1920 a Keighley, sottotenente dell’8° battaglione “West Riding of Yorkshire” di stanza in Cornovaglia. Nella sua carriera militare viene inviato a Bombay e a Calcutta, partecipando alla battaglia dell’isola di Ramree: sei settimane d’inferno contro l’impero giapponese nei primi mesi del 1945, con 500 morti accertati.

Oggi, Tom Moore è un simpatico vecchietto rimasto vedovo nel 2006 che ha appena celebrato i 100 anni con tutti gli onori del caso: due gloriosi Spitfire della Raf hanno sorvolato la sua abitazione di Marston Moretaune, nel Bedfordshire, mentre il 1° battaglione del reggimento dello Yorkshire gli tributava la guardia d’onore e da Buckingham Palace arrivava la promozione al grado di colonnello onorario, giunta insieme agli auguri della regina Elisabetta, del principe William e del premier Boris Johnson, ma soprattutto letteralmente sommerso dai 125mila biglietti che gli hanno intasato per giorni la cassetta delle lettere.

Perché alla faccia della sua età e del deambulatore che è costretto a usare per muoversi, Tom Moore non molla e ha addirittura scelto di scendere in campo ancora una volta per fare la propria parte. In un commovente gesto di generosità, ha voluto sfidare le proprie forze con 100 giri intorno alla sua abitazione per raccogliere fondi in favore della NHS (National Health Service), il servizio sanitario inglese, come lui in prima linea ma questa volta contro un nemico invisibile e se possibile ancora più pericoloso. “In guerra erano i soldati a stare davanti alle linee nemiche, oggi il nostro esercito è formato da medici e infermieri”.

L’idea di Captain Tom era di racimolare qualche migliaio di sterline, ma vedere quel vecchietto arrivare al massimo delle possibilità concesse dal fisico ha commosso non solo il Regno Unito, ma il mondo intero. Finora, i 100 giri di Tom hanno fruttato 30milioni di sterline, trasformandolo in un eroe nazionale.

“In famiglia siamo tutti molto preoccupati per le conseguenze del coronavirus – ha raccontato il capitano – così ci siamo chiesti cosa potessimo fare per dare una mano. L’idea è venuta a mio nipote: mi ha chiesto: ‘nonno, perché il 30 aprile, quando compi 100 anni, non fai 100 giri intorno al giardino di casa? È diventata l’impresa più importante della mia vita, scoprendo che la gente è molto più generosa di quanto sembri”.

La festa per l’importante compleanno è rinviata a quando si potrà farla: al fianco di captain Tom, rigorosamente in divisa con le medaglie in bella vista, sua figlia Hanna e i nipoti. Una torta, un brindisi e qualche foto. “Ci rifaremo quando tutto sarà finito. Sono sempre stato un ottimista, anche in guerra: se oggi è un bel giorno, domani sarà ancora migliore”.