
C’è poco da stare allegri: secondo il rapporto “Natalità e fecondità della popolazione residente”, pubblicato ogni anno dall’Istat, i dati sui nuovi piccoli italiani stanno diventando preoccupanti. Il 2021, malgrado la pandemia e il lockdown facessero sperare in un’inversione di tendenza, la natalità in Italia ha segnato ancora una volta il passo: i nuovi nati scendono a 400.249, significa l’1,1% in meno rispetto all’anno precedente, O detto in un altro modo ancora: 4.643 bimbi in meno. E da quanto dimostrano i dati provvisori, le cose nel 2022 non vanno meglio, portando al ribasso la cifra fino a toccare -6000 nascite. In compenso, ad alzarsi è la media statistica, con 1,18 numero di figli delle donne con cittadinanza italiana, 31,6 l’età media e 39,9% al di fuori del matrimonio.
“Si tratta di un fenomeno di rilievo, in parte dovuto agli effetti strutturali indotti dalle significative modificazioni della popolazione in età feconda, convenzionalmente fissata tra tra 15 e 49 anni – specifica il comunicato stampa Istat - in questa fascia di popolazione le donne italiane sono sempre meno numerose: da un lato, le cosiddette baby-boomers(ovvero le donne nata tra l seconda metà degli anni ’60 e la prima metà dei ’70), sono quasi tutte uscite dalla fase riproduttiva. Dall’altro, le generazioni più giovani sono sempre meno consistenti. Queste ultime scontano l’effetto del cosiddetto baby-bust, ovvero la fase di forte calo della fecondità del ventennio 19761995 che ha portato al minimo storico di 1,19 figli per donna nel 1995”.
Lo stesso report, offre però un curioso quadro sulle tendenze dei nomi dati ai pochi bimbi che ancora nascono da queste parti. La classifica racconta che due svettano su tutti: per i maschietti trionfa Leonardo, da 4 anni stabilmente al vertice della classifica, seguito a ruota da Alessandro e Tommaso, quest’ultimo capace di scalzare dal podio Francesco.
Anche per le femminucce poco cambia: Sofia si conferma il nome più amato, tallonato da Aurora e Giulia, che invertono la posizione sul podio. Segue al quarto posto Ginevra.
Si tratta di nomi, specifica l’Istat, per lo più scelti nelle regioni del nord, ad esclusione di Bolzano, dove a primeggiare a Noah. Ma salgono anche i nomi albanesi e rumeni come Adam, Rayan e Amir, e quelli originari del Marocco e del Bangladesh (Youssef, Jad, Abdullah, Amira, Jannat, Nora, Zayan, Fatiha, Safwan).












