
È dal 2006 che la “Gallup & Robinson” - organizzazione indipendente di ricerche fondata nel 1948 a Princeton, New Jersey, da George Gallup e Claude Robinson, due eminenti statisti - misura ogni anno la salute emotiva del genere umano. Il primo, tutto sommato, era stato un anno di grazia e non solo per la vittoria della Nazionale Azzurra ai Mondiali di Germania. A stretto giro sarebbe arrivata la crisi finanziaria e di seguito tutto il resto, comprese guerre e pandemie dell’ultimo periodo.
Tutto questo per raccontare che il “Global Emotions Report 2022”, riferito ai dati dello scorso anno, non racconta nulla di buono: l’indagine svolta su 150mila soggetti di 120 Paesi diversi mostra un aumento preoccupante di livelli di stress, ansia, solitudine e tristezza.
Per scendere nel dettaglio, il 41% degli intervistati ammette di dover sopportare notevoli livelli di stress quotidiano, e ben 330 milioni di adulti passano spesso più di due settimane senza parlare con un familiare o un amico. Nulla di strano, precisa il report: l’incertezza in cui è piombato il pianeta per via della crisi climatica, i virus a getto continuo, la congiuntura economica negativa, i timori per le guerre e le oscillazioni geopolitiche, non fanno che aumentare la dose di ansia diminuendo la voglia di uscire di casa. Qualcosa che in Italia si avverte ancora di più per via della crisi politica in cui è piombato di recente il Paese malgrado vivesse un momento delicatissimo e cruciale, qualcosa che secondo l’umore generale è interamente da addebitare alla cecità di una classe politica sempre più cieca, insensibile e distante dalla gente comune.
Fra i motivi di infelicità più diffusi svetta la povertà, seguita da contatti sociali ridotti all’osso, la fame, la solitudine e la difficoltà a trovare un lavoro pagato in modo quantomeno accettabile.
In assoluto, i Paesi dell’ASEAN (associazione che raggruppa le nazioni del Sud-est asiatico), risultano quelli dove il senso di insoddisfazione si fa sentire meno: il primato spetta a Indonesia, Cambogia, Laos e Thailandia, detta anche “la terra dei sorrisi”. In tutto il resto, solo lacrime.








