
Hogewey, piccola frazione di Weesp, non è molto distante da Amsterdam: è un minuscolo villaggio immerso nelle campagne olandesi dove vivono circa 150 persone a cui non manca nulla: ristoranti, caffè, un salone di bellezza, un teatro, un cinema e un supermercato, tutto immerso fra giardini, verde pubblico, panchine, piazze e fontane. Ogni cosa è studiata appositamente per la cittadinanza di Hogewey, composta da persone affette da gravi forme di demenza e Alzheimer.
Il villaggio, in realtà, è una casa di cura che però non ha nulla di una struttura ospedaliera, voluto per donare a persone con deficit mentali l’illusione di vivere quegli scampoli di normalità che la malattia gli concede. Le strade sono disseminate di telecamere di sorveglianza per monitorare i pazienti-residenti, e tutto il personale che lavora nelle attività del paese è composto da 240 fra medici e infermieri che li assecondano e li controllano senza che loro sospettino nulla. Si accede attraverso un’unica strada, e pazienti e amici sono liberi di entrare quando e come vogliono.
Hogewey è nato nel 2009, diventando quasi subito un caso unico al mondo nell’approccio del tutto inedito, e decisamente più umano, ai problemi di demenza senile. Qualcuno, un po’ acidamente, trova molte analogie con la vicenda raccontata da The Truman Show, il celebre film che racconta la paradossale vicenda di Truman Burbank, trentenne che in modo del tutto inconsapevole vive tutta la sua esistenza sotto l’occhio delle telecamere, circondato da una realtà artefatta.
Ma i risultati, in oltre 10 anni di attività, dimostrano il contrario: gli “abitanti” di Hogewey ricorrono meno ai medicinali, appaiono più rilassati e felici, e soprattutto vivono più a lungo della media concessa dalla malattia.
Isabel van Zuthen, responsabile stampa di Hogewey, spiega: “Il nostro direttore lo paragona a un teatro: il palcoscenico è quello che per i pazienti è la vita normale, la loro casa. Ma dietro le quinte siamo una casa di cura. Tutto è organizzato per dare agli abitanti il supporto di cui hanno bisogno, ma per loro è come vivere una vita normale, e crediamo sia molto importante”.
L’idea di Hogeway nasce circa 20 anni dalla fantasia di Yvonne van Amerongen, ex infermiera in una casa di cura per anziani che un giorno riceve dalla mamma la notizia della morte di suo padre, a causa di un infarto. Il primo pensiero della donna è un sollievo, pensando che andarsene in un modo tanto veloce aveva salvato suo papà dalla penosa coda dell’esistenza da trascorrere malato e chiuso in qualche ospizio. È proprio questo pensiero a diventare una domanda che si trasforma in un tarlo: ma dov’è scritto che le case di cura per anziani debbano essere soltanto un triste capitolo che precede la fine?
Insieme ad alcuni colleghi, convinti dalla bontà dell’idea, iniziano a raccontare l’idea di un villaggio costruito su misura per accogliere anziani affetti da demenza senile, fino ad arrivare direttamente al governo olandese, che dopo aver concesso l’uso di un terreno pari a 1,5 ettari, finanzia con 25 milioni di euro i costi per la nascita di Hogeway, il villaggio di chi ha perso la memoria. Da allora, il centro è stato visitato da esperti di tutto il mondo, desiderosi di vedere di persona quanto una parvenza di vita normale faccia bene a chi ha la mente che cede ai dispetti del tempo.
Trovare posto a Hogeway non è affatto semplice, malgrado i costi per i degenti non siano economici: ogni ospite ha un costo valutato in circa 10mila euro al mese, ma alle famiglie spetta una quota calcolata in base al reddito, e il resto è interamente coperto da sussidi concessi dallo Stato.
I cittadini di Hogeway vivono in 23 deliziose casette unifamiliari in paramano che ospitano da 6 a 8 persone, e ogni stanza è arredata con i mobili dei pazienti, per completare l’illusione di essere ancora in casa propria. Sono loro a scegliere dove passare le giornate: chi nell’area attrezzata per la pittura, chi ad ascoltare musica, chi nella falegnameria o a giocare a scacchi, in palestra o nella cappella dove pregare. All’interno dei negozi – compreso il mercato settimanale – non circola denaro: ai residenti sono dotati di una carta che simula il bancomat, ma è tutto compreso nel costo della degenza.
Hogeway per adesso resta un esempio unico, ma villagi simili sono sorti o stanno nascendo in Inghilterra, in Svizzera e perfino in Italia, ne Il paese ritrovato di Monza: il freno sono purtroppo gli ingenti costi di realizzazione e di gestione pratica di una struttura simile.












