
Alle 17 circa ora italiana di lunedi, WhatsApp, Instagram e Facebook, tre social fra i più usati in tutto il mondo, si sono bloccati in tutto il mondo, lasciandolo senza parole. Per tornare alla normalità di quello che è stato il più lungo “down” di sempre, sono servite parecchie ore, che non sono bastate a chi ancora oggi si chiede cos’ è successo.
A parte le notizie dalla borsa, che ovviamente ha penalizzato le società di Mark Zuckerberg con una perdita secca di 6 miliardi di dollari, oltre alle scuse personali del fondatore ai suoi tre miliardi di utenti, l’unica risposta è arrivata da un post comparso su un blog generalmente utilizzato dagli ingegneri di Facebook: “Le modifiche alla configurazione sui router che coordinano il traffico di rete tra i nostri data center hanno causato problemi che hanno interrotto a comunicazione”. Una spiegazione tecnica che ha indotto John Graham-Cumming, chief technology officer a tentare di spiegare l’accaduto anche a chi non mastica di informatica: “Il problema interno che si è verificato in Facebook è stato l’equivalente del rimuovere i numeri di telefono degli utenti dai loro nomi in rubrica, rendendo impossibile chiamarsi”.
Parole che tuttavia non hanno tolto neanche il primo dei dubbi: si è trattato di un attacco informatico o di un errore umano? Secondo quanto ha accertato l’agenzia di stampa inglese “Reuters” parlando con una fonte che ha preferito rimanere anonima, neanche a Menlo Park, quartier generale di Facebook, la situazione è ancora chiara, e nessuno se la sente di ipotizzare se dietro al clamoroso blackout ci sia un tentativo di sabotaggio, interno o esterno è ancora tutto da valutare.
La parte più curiosa della vicenda è che il blackout mondiale è arrivato nel giorno in cui la società è finita sotto accusa da parte di Frances Haugen, un’ex dirigente che ha passato documenti riservati al “Wall Street Journal” in cui emerge che il gruppo non ha mai avuto intenzione di modificare gli algoritmi malgrado fosse accertato che favorissero la rabbia sociale e le teorie del complotto che aleggiano su tutto, dal virus ai vaccini, per finire all’attacco a Capitol Hill del 6 gennaio scorso.








