FASHION - Anche le sneakers sono in crisi

Le sneakers sono arrivate a fine corsa? L’idea di riporre definitivamente le scarpe da ginnastica in un angolo polveroso dell’armadio, sostituendole con mocassini o tacchi, suona per molti come un racconto di fantascienza.

Eppure, secondo alcune analisi finanziarie, il settore che per anni ha dominato il guardaroba globale ha iniziato a rallentare: non è una caduta rovinosa, ma comunque un dignitoso rallentamento dopo una corsa a perdifiato durata anni.

I numeri raccontano una storia meno drammatica di quanto si potrebbe pensare: dopo un periodo di crescita quasi euforica, il comparto dell’abbigliamento sportivo ha visto le performance ridimensionarsi. Se fino a poco tempo fa si parlava di aumenti a doppia cifra, oggi l’espansione è decisamente più contenuta. Un dato che ha fatto scattare l’allarme tra analisti e osservatori, pronti a proclamare la fine di un’era con la stessa rapidità con cui si cambia outfit davanti allo specchio.

In realtà, il successo delle sneakers è stato il risultato di una congiuntura straordinaria inizia con la pandemia, quel periodo buio che ha trasformato il modo di vivere, lavorare e perfino di vestirsi. Le scarpe comode sono diventate simbolo di un’epoca in cui il confine tra casa e mondo esterno si è fatto sfumato e la distinzione tra sportivo e formale ha iniziato a perdere senso, mentre il comfort ha assunto il ruolo di protagonista assoluto. Indossare sneakers non era solo pratico, ma quasi un manifesto culturale.

I marchi, naturalmente, hanno colto l’occasione: le collezioni si sono moltiplicate, le collaborazioni con artisti e celebrità hanno trasformato ogni nuovo modello in un evento mediatico, e le edizioni limitate hanno alimentato una febbre quasi collezionistica. A questo si è aggiunta una tendenza all’ibridazione, con calzature che mescolano elementi sportivi e dettagli tipici di modelli più classici. Il risultato è stato un’espansione e una progressiva normalizzazione dell’idea che la comodità potesse andare a braccetto con l’eleganza.

Ora che l’onda lunga dell’emergenza sanitaria si è attenuata, il mercato sembra entrare in una fase più stabile, una sorta di ritorno alla normalità dopo anni di crescita fuori scala. Quando un prodotto conquista una fetta così ampia delle vendite complessive, è quasi inevitabile che il ritmo rallenti, fa parte della logica dei cicli economici, e la moda non ne è immune.

Nel frattempo, lo stile che unisce sport e quotidianità continua a dettare legge. L’abbigliamento “athleisure” ha consolidato un’estetica che privilegia la praticità senza rinunciare all’identità personale. E l’offerta di sneakers è oggi talmente variegata da rendere quasi impossibile non trovare il paio giusto: minimaliste o eccentriche, tecniche o decorative, accessibili o di lusso. La scarpa sportiva non è più un trend passeggero, ma una componente del modo di vestirsi.

Più che assistere alla fine di un fenomeno, è lo spettacolo della trasformazione: le sneakers non stanno scomparendo, ma diventano mature. Hanno smesso di essere l’oggetto del desiderio che monopolizza l’attenzione per trasformarsi in una presenza stabile, quasi scontata.