
È un precedente, lo sciopero di lavoratori smart working della storia, il primo da quando Dio ha voluto che l’uomo lavorasse e l’uomo ha replicato creando la bollatrice. L’hanno voluto i dipendenti della “Scai Finance” di Torino, che giovedì – molto semplicemente - non si connetteranno da casa, dove sono reclusi come tutti. Ma piaccia o meno, gli esperti sono convinti che il futuro sia questo, sempre di più: oltre a permettere il distanziamento sociale, lo smart working consente all’azienda di risparmiare parecchio sulla presenza dei dipendenti in ufficio. Non è semplice da digerire, ma pare che anche questo sia progresso. Bah.
Il problema, semmai, è un altro e più intimo, privato, personale e non ancora incluso nei contratti di lavoro da remoto: restare a casa trasforma in esseri per metà giacca e cravatta (quella superiore) e metà tuta e ciabatte (quella che non si vede). Una sorta di imbruttimento che per di più ingoia anche la sana uscita di casa, costringendo alla staffetta quotidiana sedia/divano/letto.
Ma è proprio nell’emergenza che il genere umano sa tirare fuori quel guizzo di genialità che lo rende la razza più dotata dal punto di vista intellettivo. Chi ancora nutrisse dubbi ha di che convincersi davanti alla Fitwork Station, un’idea che unisce alla sedentarietà dello smart working il piacere di fare movimento. In pratica, una sedia da ufficio che nella parte inferiore è dotata di due ellittiche ed un tapis roulant, per consentire a chi è seduto al tavolo di lavoro di camminare e/o pedalare conservando un minimo di forma.
L’idea è di un certo Brian Oaks, imprenditore dello Utah che è arrivato al prototipo dopo aver sofferto lui stesso di dolorosi mal di schiena dovuti all’eccessiva sedentarietà. Sia chiaro, nulla di agonistico: la Fitwork Station permette un movimento leggero ma comunque continuo, e anche in caso di call conference con capi e colleghi nessuno si accorgerà di niente. Dotata di diversi programmi di allenamento, quello suggerito – da replicare al mattino e al pomeriggio - inizia con una camminata di 3,5 km, seguita dopo un po’ da una pedalata e dopo ancora da altri 10 minuti di passeggiatina rilassante a bassa intensità. Secondo Oaks, un’attività quotidiana sufficiente a bruciare calorie e tenere in attività la muscolatura senza rimpiangere la palestra.
In tutto questo c’è soltanto una brutta notizia: la Fitwork Station al momento è solo un progetto che aspetta in una campagna crowdfunding di raggiungere i 150mila dollari necessari a realizzare un prototipo funzionante. Partecipare con 400 dollari significa prenotare l’attrezzo, che però non sarà consegnato prima del prossimo ottobre. Quando – se tutto va bene – le palestre potrebbero riaprire.













