
Chiamasi volgarmente “rischio da smart working”. Consiste nella rassicurante certezza di collegarsi a videoconferenze con capi e colleghi in perfetto ordine. Ma soltanto nella parte visibile, quella che entra nell’inquadratura.
L’incidente, fra ciabatte e pantaloni della tuta ormai sformati dall’uso, sono all’ordine del giorno e in genere scatenano i sorrisi e l’ironia di tutti: nessuno, in realtà, pensa sia necessario indossare anche in casa calze e mocassini. Ma qualche volta, l’errore può diventare virale, assicurando all’involontariu protagonista una figuraccia epocale.
Esattamente quella toccata a Will Reeve, giornalista nonché figlio di Christopher, l’indimenticato primo Superman del cinema, costretto sulla sedia a rotelle per il resto della sua vita dopo un tragico incidente a cavallo nel 1995, e morto d’infarto il 10 ottobre 2004, a soli 52 anni.
Will, 27 anni, è il terzo figlio di Christopher Reeve, avuto dalla seconda moglie dopo i primi due, Matthew e Alexandra, nati dalla relazione con Gae Exton. Giornalista serissimo e inappuntabile, Will Reeve ha scelto la strada dell’informazione diventando un volto fra i più amati della rete televisiva ABC. Un paio di giorni fa, costretto a casa dal lockdown, Reeve era in collegamento con il seguitissimo programma Good Morning America: impeccabile, con un'elegante giaccia grigio chiaro e una camicia azzurra, e alle spalle una libreria su cui si intravedevano premi, foto e ricordi, alcuni probabilmente del celebre e sfortunato padre. Ma non è su quello che gli occhi del pubblico hanno puntato: per un problema dell’inquadratura, evidentemente calcolata male, Will non si è accorto che quando i sottotitoli sono scomparsi, tutta l’America ha visto che sotto era in boxer.
In un amen, l’incidente ha fatto il giro dei social, scatenando un mare di ironie ma nessuna accusa: tutti quelli che lavorano da casa hanno peccato allo stesso modo.










