
Miriam, 22 anni e due splendidi occhi blu. Francesco, 18 anni, che sognava la musica. Sono soltanto due nomi destinati ad aggiungersi ad una scia di morte infinita che insanguina le strade: erano entrambi colpevoli di essere nel momento e nel posto sbagliato, quando da lì passavano due vetture guidate da loro coetanei ubriachi e drogati che li ha travolti, come dicono i referti delle forze dell’ordine. Una mattanza quotidiana in cui è difficile salvarsi anche se si è diligentemente sul marciapiede, quello spazio dove le auto non dovrebbero arrivare, ma che con la vista e la mente annebbiata diventano una parte della strada stessa, quella dove invece morire è più facile.
Un fenomeno preoccupante e in crescita esponenziale, a cui difficilmente pene più severe riusciranno a mettere un freno, perché a mancare è a monte quel senso di responsabilità che il genere umano sembra aver smarrito. Sono le cifre del Ministero dell’Interno a parlare, raccontando che negli ultimi 5 anni il numero di italiani sorpresi alla guida mentre erano in uno stato fisico e mentale alterato sono aumentati in modo abnorme. Partendo dai controlli effettuati sulle strade dalle forze dell’ordine, purtroppo sempre troppo pochi, una ricerca ha svelato che nei primi 9 mesi dello scorso anno, la crescita è stata del 7,5%, il 44,3% in più rispetto al 2017. E la quasi totalità dei fermati, il dato forse più inquietante, mostra che la crescita maggiore è nella fascia di età compresa fra 18 e 22 anni, con il 108,8% del totale, seguito dal più modesto 20,5% fra i guidatori oltre 32 anni, che tuttavia è quella a registrare il numero di positivi più alto, pari all’8,8%.
Il Codice della Strada parla chiaro: il limite per la positività all’alcol test è 0,5 gr/litro. Ma questo non vale per under 21 e personale adibito al trasporto di persone su mezzi pubblici, per cui il valore è pari a 0 gr/l. Va da sé che le sanzioni sono proporzionate al grado alcolemico rilevato, che diventano assai pesanti provocando un incidente stradale. In caso di superamento della soglia di 1,5 g/l scatta il fermo del veicolo per 180 giorni e la revoca della patente. Ma i guai non finiscono lì: l’assicurazione si impegna a risarcire i danni provocati salvo appellandosi poi al diritto di rivalsa verso l’assicurato, da cui pretende il rimborso totale o parziale, in base al tipo di contratto, che scatta comunque in automatico per cattiva condotta. Nei casi di incidenti più gravi, le legge prevede i reati di omicidio stradale o lesioni personali stradali, varati nel 2016, con pene che possono arrivare a 18 anni di reclusione.
Non siamo i soli: in Francia le pene variano da 3 a 5 anni di galera con multe fra 45mila e 75mila euro, nei Paesi Bassi l’aggravante dell’accoppiata alcol e droga fa scattare pene fino a 9 anni di reclusione e 45mila euro di sanzione. Pur non avendo norme specifiche, la Germania tratta la mortalità stradale al pari dell’omicidio colposo, con pene che in alcuni casi sono arrivate all’ergastolo. Particolarmente dure le pene anche negli Stati Uniti, dove le condizioni psicofisiche del conducente e lo stato d’uso del veicolo possono portare a 30 anni di reclusione. Per capire se si è bevuto troppo ed è meglio lasciare l’auto parcheggiata prendendo mezzi pubblici o taxi, è sufficiente un etilometro portatile, in vendita presso tutte le farmacie.








