
Non c’è forse tragedia della storia che abbia colpito l’immaginazione collettiva più dei “Titanic”. L’immenso transatlantico inglese che nella notte fra il 14 ed il 15 aprile del 1912 finì il suo viaggio inaugurale contro un iceberg, diventando la tomba per 1.500 fra passeggeri ed equipaggio, con solo 700 sopravvissuti. Una tragedia resa immortale dal film di James Cameron del 1997, che allora sceglie di farla rivivere al cinema raccontando la storia d’amore immaginaria di Jack e Rose, due giovani passeggeri di classi diverse.
Da quella notte, il relitto del Titanic si è consegnato alla storia come un monumento all’arroganza umana adagiato a 3.800 metri di profondità, al largo dell’isola di Terranova. Fu individuato dall’esploratore James Ballard soltanto nel 1985, quasi per caso, mentre cercava altro.
Ma 110 anni a quelle profondità, immerso nell’acqua salata, hanno trasformato il relitto in un ammasso ferroso fragilissimo, secondo gli esperti è destinato a sbriciolarsi per sempre nel giro di pochi anni. Tirarlo su e conservarlo, ancora oggi è un’operazione tecnologicamente impensabile per quelle profondità, e sono in tanti a pensare che non sarebbe neanche giusto farlo: deve restare lì, come la tomba di coloro che non hanno trovato un salvagente o un posto sulle scialuppe, perché tanto il Titanic non sarebbe mai affondato.
Più volte spedizioni sono scese fino al relitto, esplorando quello che era possibile con l’uso di robot sottomarini, ma in buona parte non entra nessuno da quasi 110 anni. La “OceanGate” ha deciso di organizzare una serie di sei spedizioni che vogliono verificare lo stato di salute del relitto e promettono di arrivare dove mai nessuno è ancora arrivato.
Una spedizione scientifica che ha l’obiettivo di creare un modello in 3D dettagliato del relitto e dell’area circostante, disseminata di oggetti e frammenti dello scafo, attraverso tecnologie sonar multiraggio, scansioni laser e fotogrammetria, oltre a documentare la fauna marina che ormai ha preso dimora nel transatlantico. Ma per la prima volta, la spedizione accetterà a bordo anche dei privati cittadini che vogliano vedere con i propri occhi ciò che resta del Titanic. Ai candidati, oltre a 150mila euro di biglietto, è richiesto spirito di adattamento e preparazione fisica, perché a bordo non è previsto lo stesso trattamento di una crociera.
“La Titanic Survey Expedition è il culmine della nostra visione, che consiste nell’offrire a più persone un’esperienza diretta nei nostri oceani profondi e l’accesso al celebre relitto del Titanic – afferma StocktonRush, presidente di OceanGate Expeditions - il supporto degli specialisti è fondamentale all’interno del nostro impegno pluriennale basato su esplorazione, ricerca e conservazione digitale del patrimonio marino. Chi si unirà alla spedizione avrà l’opportunità unica di assumere ruoli attivi insieme a scienziati oceanografici, ricercatori, archeologici e veterani della spedizione del Titanic. Il team documenterà questo sito storico per le generazioni a venire”.










