
Nudi, come mamma li ha fatti: così un gruppo di medici tedeschi ha deciso di apparire in un momento in cui la categoria è sotto enorme pressione. Ma per una volta non si tratta dell’ennesima trovata per un calendario malizioso, ma di una forma di protesta verso le istituzioni, colpevoli di aver lasciato l’intera categoria completamente “nuda” ad affrontare i rischi e i pericoli della battaglia combattuta in prima linea contro il coronavirus.
“La nudità – spiegano i “doc”, raccolti dall’hashtag #BlankeBedenken (nude preoccupazioni) – è soltanto il simbolo di quanto siamo vulnerabili senza protezioni. Da mesi lanciamo appelli e chiediamo aiuto alle istituzioni, ma finora tutto è rimasto inascoltato”. “Ho studiato tanto per fare questo mestiere, imparando a ricucire le ferite – tuona il dottor Jana Husemann – ma ora sono ridotta a cucirmi da sola le mascherine”.
I medici hanno posato nel chiuso dei loro ambulatori e degli studi, cercando di nascondere quel che non era il caso di mostrare dietro stetoscopi, cartelle cliniche, attrezzature mediche e blocchi per le ricette. Non sono fisici palestrati, anzi, quelli di gente anche avanti negli anni che non ha mai troppo tempo per pensare alla forma.
Oltre alla mancanza di dispositivi di protezione come mascherine, occhiali, guanti e tute protettive, i medici denunciano i furti di attrezzature che continuano a verificarsi negli ospedali, probabilmente ad opera di bande organizzate che immettono i dispositivi sul mercato assicurandosi una rendita che in questo momento supera di gran lunga quello dello spaccio di droga.
Christian Rechtewald, uno dei medici che ha guidato l’iniziativa, ha raccontato che il gruppo si è ispirato alla protesta di Alain Colombié, medico francese di 61 anni che provocatoriamente ha scelto per primo la via della polemica facendosi fotografare nudo nel suo studio, per descrivere la categoria come “carne da macello”. “Chiedo una sorta di insurrezione generale di tutta la categoria - ha tuonato il medico, che esercita a Pomerols, un villaggio di 2.000 abitanti vicino a Montpellier - non potendo avere il privilegio di scioperare, chiedo a tutti di lavorare con una fascia, una bandana o qualsiasi altra cosa con scritto “Carne da cannone”, perché è quello che siamo”.












