SALUTE – Il diabete, pericolo silenzioso

Il diabete mellito è una malattia evolutiva, con conseguenze potenzialmente gravi e un impatto importante sulla vita e sul benessere di individui, famiglie, società e città in tutto il mondo. A differenza delle pandemie sostenute da malattie infettive, le pandemie silenti non generano la stessa attenzione e preoccupazione, lasciando a queste patologie la possibilità e il tempo di creare gravi danni alla salute.

Il diabete rappresenta una sfida per le persone che ne sono affette, per i medici e i altri professionisti chiamati a diagnosticarlo, monitorarlo e trattarlo conoscendone le innumerevoli sfaccettature.

I fattori di rischio per lo sviluppo del diabete sono molteplici e quasi “connaturati” al nostro modo di vivere. L’alimentazione e la sedentarietà rappresentano i fattori di rischio più noti e ai quali si viene esposti fin dall’età pediatrica. La crisi economica precedente la pandemia aveva accentuato le problematiche associate allo stile di vita rendendo più difficile per molte famiglie il ricorso ad una alimentazione sana, ma più costosa. Stili di vita più frenetici con meno tempo a disposizione hanno rappresentato un ostacolo verso ritmi virtuosi nella vita quotidiana.

Dati sviluppati negli anni, che fotografano puntualmente la situazione di Torino e ci consegnano una situazione che evidenzia la grande differenza di prevalenza di diabete tra le varie zone urbane e suburbane della città e che impone una riflessione dal punto di visto sanitario, clinico e sociale.

Negli ultimi 10 anni, la prevalenza in Italia è aumentata, passando dal 4,9% del 2010 al 5,8% nel 2019. Lo stesso andamento si è verificato anche in Piemonte, passando, negli stessi anni, da 4,1% a 5,4%, con valori sempre inferiori a quelli medi nazionali. Nel 2019 la prevalenza di diabete in Piemonte era tra le più basse delle regioni italiane.

Tra il 2010 e il 2020, così come osservato per il diabete, è aumentata in Italia la prevalenza di persone in sovrappeso o obese, che sono passate dal 45,9% al 47,6%. Anche in Piemonte si è verificato un aumento nel tempo, che tuttavia ha sempre mantenuto valori inferiori alla media nazionale. Nel 2020, la percentuale di residenti in Piemonte in sovrappeso o obesa (44,4%) è tra le più basse delle regioni italiane, di oltre 3 punti percentuali inferiore al valore nazionale. Una situazione, quindi, favorevole in termini relativi e che potrebbe essere uno dei fattori che contribuiscono a spiegare la minore prevalenza di diabete nella regione.  In termini assoluti, si conferma invece come si tratti di un importante problema di sanità pubblica dal momento che poco meno della metà dei Piemontesi ha un peso corporeo fuori controllo e il numero di soggetti interessati continua a crescere.

“Cities Changing Diabetes” è un programma globale nato per rispondere al drammatico incremento delle malattie negli ambienti urbani, ambienti che oggi ospitano due terzi delle persone affette da malattia cronica.

Oggi 42 città sono parte attiva del programma, rappresentando oltre 250 milioni di cittadini: la Città di Torino, ha aderito nel 2018 ai principi del Manifesto “la Salute nelle Città Bene Comune”, parte integrante del programma CCD Torino. In seguito anche Torino Metropolitana, ANCI Piemonte, Federsanità ANCI e numerosi Comuni dell’Hinterland torinese hanno seguito l’input di Torino aderendo e creando un Network di attività sinergiche in favore dei propri cittadini. Tra i Comuni che hanno aderito, Grugliasco, Collegno, Venaria Reale, Caselle Torinese. Leinì, Volpiano, Chivasso, San Mauro, Moncalieri, Chieri, Cambiano.

Hanno inoltre confermato, in forme diverse, l’interesse per l’adesione ai principi del Manifesto e quindi del Programma CCD Torino l’Asl Cittàditorino l’Asl TO3, l’Asl TO4, l’Asl TO5 l’Asl At e l’Asl Al ed il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità un ordine del giorno di approvazione dei principi del Manifesto e conseguentemente al programma CCD Torino Network.

In Piemonte il programma è coordinato dal Professor Ezio Ghigo, Direttore del Dipartimento di Medicina e della SCDU di Endocrinologia e Diabetologia e Malattie del Metabolismo AOU Città della Salute e della Scienza, dal Prof. Giuseppe Costa, Direttore del Servizio Regionale di Epidemiologia e dalla dott.ssa Cristina Bargero, ricercatrice di IRES Piemonte.

“Parlare dei determinanti della salute nella città di Torino dopo l’emergenza COVID-19 significa trattare un tema ampio, complesso e difficile che si può tuttavia inquadrare con il supporto di alcuni dati ed elementi significativi, i quali non esauriscono certo la vasta dimensione delle fragilità sociali ed economiche della nostra città ma ne possono spiegare alcune caratteristiche essenziali- ha detto il prof. Ezio Ghigo - Vivere in un’area urbana si accompagna a cambiamenti sostanziali degli stili di vita rispetto al passato; cambiano le abitudini, cambia il modo di vivere, i lavori sono sempre più sedentari, l’attività fisica diminuisce. Stili di vita e fattori socio-culturali influenzano fortemente il rischio di obesità e diabete, malattie metaboliche che rappresentano un elevato rischio per la salute, determinando molto spesso complicanze cardiovascolari”.