
L’ultimo esempio è recente, risale a “Euro 2020”, quando Christian Eriksen, centrocampista dell’Inter e della nazionale danese, si accascia sul campo, vittima di un arresto cardiaco durante la partite con la Finlandia: se non fosse stato per l’intervento tempestivo di un compagno di squadra e subito dopo del defibrillatore, Eriksen difficilmente sarebbe sopravvissuto.
Ecco perché è un’ottima notizia il via libera definitivo della Camera alla legge che grazie all’abolizione della responsabilità penale, libera la presenza di defibrillatori ovunque. Diventeranno una presenza fissa, come gli estintori, per ridurre un tasso di mortalità che nel nostro Paese parla di un morto ogni 8 minuti per arresto cardiaco. Dopo essere diventati obbligatori in qualsiasi impianto sportivo dal 2017, arriveranno nelle scuole e nelle università, seguiti dal resto dei luoghi pubblici come porti, aeroporti, stazioni, alberghi, campeggi, centri commerciali, condomini e perfino mezzi di trasporto pubblici.
In pratica, sarà possibile utilizzarli senza quei rischi giudiziari che finora ne frenavano l’uso: “Spazza via qualunque tipo di paura che si può avere: chiunque userà il defibrillatore non andrà incontro a nessuna conseguenza perché è un apparecchio che fa solo bene”, ha commentato Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa del governo Draghi. “Appena acceso fornisce le indicazioni su quello che bisogna fare: mettere i due grandi elettrodi sul torace del paziente. A questo punto è il defibrillatore che inizia a lavorare facendo l’analisi del ritmo cardiaco del cuore: riconosce se c’è un arresto cardiaco che necessita dello shock elettrico e dice di allontanarsi e schiacciare un tasto arancione”, aggiunge Daniela Aschieri, presidente di “Progetto Vita”.
Per ribadire l’importanza della macchina salvavita è sufficiente sapere che ogni minuto perso fra l’arresto cardiaco e l’intervento fa scendere le possibilità di sopravvivenza del 10%. In 10 minuti si arriva a zero, mentre il defibrillatore alza la sopravvivenza del 46%. In base alla nuova legge, che prevede anche corsi di formazione nelle scuole, tutte le apparecchiature saranno mappate per permettere al 118 di intervenire in tempo.








