
La Sindone, il prezioso lenzuolo di lino conservato nel Duomo di Torino che ritrae l’immagine di un uomo sottoposto a torture, sarebbe un falso storico.
Lo dice Nicolas Sarzeaud, autorevole storico dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio, che nelle sue ricerche si sarebbe imbattuto in un antichissimo documento a firma di Nicole Oresme, teologo francese celebre perché impegnato a svelare falsi miracoli, fenomeni all’apparenza inspiegabili e magie, in cui già in epoca medievale il sudario era descritto come un falso creato da ecclesiasti per ingannare i fedeli ed estorcere denaro attraverso donazioni. “È chiaramente il caso di una chiesa nella Champagne, dove si diceva che lì si trovasse il sudario del Signore Gesù Cristo, e del numero quasi infinito di coloro che hanno falsificato tali oggetti, e altri ancora”, scrive Oresme, che racconta di quando il lenzuolo fu esposto a Lirey, un villaggio della Champagne, e la eco della notizia aveva fatto il giro della Francia arrivando fino a Parigi.
A conferma della veridicità del documento venuto alla luce, qualche settimana fa la rivista “Archaeometry” ha diffuso i risultati di un’analisi in 3D del sudario realizzata dall’esperto brasiliano Cicero Moraes, che confermerebbe la teoria: il telo sarebbe stato avvolto fra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo intorno ad una scultura a bassorilievo di legno, pietra o metallo riscaldata nelle aree di contatto per produrre l’impronta.
Due passaggi che in fondo sono la conferma del responso che in qualche modo era già stato fornito nel 1988 dall’esame del carbonio-14 realizzato in tre diversi laboratori, che datava la Sindone fra il 1260 ed il 1390.
Teorie che non hanno mai convinto chi è convinto che l’immagine del corpo dell’uomo impresso sui 4,3 metri del lenzuolo sia quella di Gesù nel Sacro sepolcro.














