
La pandemia sta facendo vittime di illustri nel mondo della ristorazione, uno dei settori più colpiti, messo in ginocchio da mesi e mesi di chiusure obbligate capaci di prosciugare le migliori intenzioni e i più grandi talenti.
Il mondo della ristorazione è in subbuglio da quando Albert Adrià, fratello minore di Ferran, è stato costretto a chiudere per fallimento ben quattro locali del gruppo El Barri, di proprietà dei fratelli Iglesias, trascinato verso il baratro da un debito pari a 8 milioni di euro.
I quattro locali – Tickets, Pakt, Hoja Santa e Bodega 1900 – punta di diamante della nuove corrente della ristorazione spagnola, definiti da Adrià “Un parco giochi della gastronomia”, avevano tentato in ogni modo di sopravvivere dimezzando il numero di dipendenti (da 230 a 130), ma malgrado la cassa integrazione, ma non è bastato. Affitti, utenze, assicurazioni, consulenze e tasse hanno fatto il resto. L’unico che potrebbe salvarsi, esterno al gruppo El Barri, è l’Enigma Concept di Barcellona, che all’apertura aveva stupito per le scelte architettoniche e l’idea di trasformare il concetto di cena in un evento itinerante. Forse, ma non è detto, riaprirà il prossimo anno.
Ed è di poche ore fa la notizia della chiusura di Del Posto, celebre ristorante italiano sull’85esima strada di New York, di proprietà di Lidia, Joe e Tanya Bastianich. Già provato dalle vicende in cui è finito Mario Batali, lo chef accusato di molestie sessuali e socio dei Bastianich, il locale è stato ceduto ad una nuova proprietà che ha comunque intenzione di ripartire tenendo come punti fissi la chef Melissa Rodriguez e il manager Jeff Katz.
Una crisi del settore che secondo la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), si sta ripercuotendo ovunque e mette a rischio 200mila posti di lavoro: su 334.417 imprese a inizio pandemia, si contano 22.285 cessazioni a fronte di 9.207 nuove iscrizioni, con un saldo negativo di 13.070. Nelle scorse ore, la federazione ha chiesto al governo una data certa per la riapertura dei ristoranti.








