RISTORANTI - Tutto merito delle stelle
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Non poteva che essere un’edizione speciale, la 66esima volta della Guida Michelin Italia, proprio nell’anno in cui il libretto rosso che vale una carriera dietro ai fornelli è costretto a rinunciare al tradizionale bagno di folla emiliano per approdare a Milano, e per di più in streaming. Un altro dispiacere da aggiungere ai doni della pandemia, malgrado la conduzione di Petra Loreggian e la presenza di Federica Pellegrini in veste di “Ambassador Michelin”.

Meglio togliersi subito il fastidio di aspettare dati e statistiche: per l’Italia intera è comunque un successo, anche se un totale di 371 ristoranti stellati significa averne persi per strada quattro rispetto allo scorso anno. Per andare nel dettaglio sono 11 con 3 stelle, 37 con due e 323 con un solo astro da appuntare sulla giacca.

Il Piemonte si piazza al secondo posto, alle spalle della Lombardia, con 46 ristoranti (un 3 stelle, 4 con due e 41 con una), e fra chi perde la stella c’è Marc Lanteri Al Castello di Grinzane Cavour. Entrano invece nell’elenco Christian Balzo, chef del Piano 35 di Torino e Pasquale Laera del Borgo Sant’Anna di Monforte d’Alba, uno dei 16 chef under 35 premiati, a cui aggiungere la Stella Verde Michelin (che premia la sostenibilità) assegnata a Mariangela Susigan del Gardenia di Caluso e Igor Macchia del Casa Format di Orbassano.

In realtà, la Guida Michelin non è solo la mappa degli stellati: nelle 2.631 voci, di cui 2.027 rappresentate da ristoranti e 604 da alberghi, ben 1.400 sono locali che propongono “un buon pasto con prodotti di qualità”, indicati dal simbolo del piatto con le posate, e 252 i Bib Gourmand, con la faccina sorridente del Bibendum ad indicare “una piacevole esperienza gastronomica con menù a meno di 35 euro”.

La “Guida Michelin” nasce in Francia nel 1900 come sorta di capriccio dei fratelli Édouard e André Michelin, i fondatori dell’omonima azienda di pneumatici. La loro idea, semplicemente, dare una mano concreta alle poche migliaia di automobilisti francesi alle prese con un viaggio che, allora, era spesso avventuroso. La prima conteneva informazioni pratiche (dove fare rifornimento, dove trovare un’officina, dove cambiare i pneumatici) e indicazioni su dove mangiare e dormire. La prima edizione italiana della Guida Michelin esce nel 1956.


I rigorosi criteri di selezione, applicati in modo omogeneo in 30 Paesi, rendono ancora oggi la Guida Michelin un punto di riferimento nel campo della ristorazione. Gli ispettori operano in modo anonimo seguendo una consolidata metodologia in tutto il mondo e pagano il conto al ristorante, valutando esclusivamente la qualità della cucina in base a cinque criteri: qualità dei prodotti, gusto e abilità nella preparazione dei piatti e nella combinazione dei sapori, cucina rivelatrice della personalità dello chef, rapporto qualità/prezzo e continuità nel tempo e nel menu. Criteri rispettati dagli ispettori in tutto il mondo, per far sì che la qualità di un ristorante sia la stessa a Firenze come a New York.

I 10 ristoranti 3 stelle d’Italia

- Massimiliano Alajmo, “Le Calandre”, Rubano (Padova)

- Massimo Bottura, “Osteria Francescana”, Modena

- Chicco Cerea, Brusaporto (Bergamo)

- Enrico Crippa, “Piazza Duomo”, Alba (Cuneo)

- Annie Feolde e Riccardo Monco, “Enoteca Pinchiorri”, Firenze

- Norbert Niederkofler, “St. Hubertus”, San Cassiano (Bolzano)

- Niko Romito, “Reale”, Castel di Sangro (L’Aquila)

- Nadia e Giovanni Santini, “Dal Pescatore”, Canneto sull’Oglio (Mantova)

- Heinz Beck, “La Pergola”, Roma.

Gli stellati del Piemonte

3 stelle

Piazza Duomo – Alba (CN)

2 stelle

Antica Corona Reale – Cervere (CN)

La Madernassa – Guarene (CN)

Villa Crespi – Orta San Giulio (NO)

Piccolo Lago – Verbania/Fondotoce (VB)

1 stella

I Caffi – Acqui Terme (AL)

La Fermata – Alessandria/Spinetta Marengo

Il Cascinale Nuovo – Isola d’Asti (AT)

Locanda del San’Uffizio –Penago/Cioccaro (AT)

Ca’ Vittoria – Tigliole (AT)

Il Patio – Pollone (BI)

Larossa – Alba (CN)

Locanda del Pilone – Alba (CN)

Damiano Nigro – Benevello (CN)

All’Enoteca – Canale (CN)

Da Francesco – Cherasco (CN)

Massimo Camia – La Morra (CN)

Osteria dell’Arborina – La Mozza/Annunziata (CN)

Borgo Sant’Anna – Monforte d’Alba (CN)

Fre – Monforte d’Alba (CN)

21.9 – Piobesi d’Alba (CN)

Il Centro – Priocca (CN)

Guido da Costigliole – Santo Stefano Belbo (CN)

La Rei – Serralunga d’Alba/Fontanafredda (CN)

La Ciau del Tornavento – Treiso (CN)

Tantris – Novara

Cannavacciuolo Café & Bistrot – Novara

Locanda di Orta – Orta San Giulio (NO)

Al Sorriso – Soriso (NO)

Gardenia – Caluso (TO)

Zappatori – Pinerolo (TO)

La Credenza – San Maurizio Canavese (TO)

Cannavacciuolo Bistrot – Torino

Carignano – Torino

Casa Vicina-Eataly Lingotto – Torino

Condividere – Torino

Del Cambio – Torino

Magorabin – Torino

Piano 35 – Torino

Spazio7 – Torino

Vintage 1997 – Torino

Dolce Stil Novo alla Reggia – Venaria Reale (TO)

Atelier – Domodossola (VB)

Il Portale – Verbania/Pallanza (VB)

Cinzia da Christina e Manuel - Vercelli