
Come se ce ne fosse bisogno domani è il Blue Monday, il giorno più triste dell’anno. Ma tranquilli, per la scienza la teoria è priva di qualsiasi fondamento. Eppure in tutto il mondo, dal 2005, il terzo lunedì di gennaio è considerato mestamente uno dei peggiori gironi dell’anno, questa almeno la teoria diffusa ormai 15 anni fa dal canale inglese Sky Travel lanciando una campagna per convincere i propri clienti che l’eventuale tristezza provata potesse avere un fondamento scientifico e che per combatterla la scelta migliore era prenotare una bella vacanza.
Malgrado la Sky Travel abbia confidato poco dopo che si trattava di una data indicata da una semplice equazione matematica era ormai tardi: da allora, il giorno più deprimente dell’anno ha coordinate precise e soprattutto si perpetua nei decenni.
Ci sono però anche altre ragioni che spingerebbero verso la tristezza di gennaio, come la fine del periodo natalizio e il conseguente ritorno al lavoro, o ancora la sensazione di non avere una forma fisica impeccabile e per finire un grido della coscienza di fronte ad una lista di buoni propositi che sarebbe arrivato il momento di mettere in pratica. Se a questo si aggiungono il clima invernale e le giornate più corte, è facile capire i motivi per una campagna di marketing abbia avuto così successo.
Babbel, la app nata per aumentare le competenze linguistiche, ha voluto cogliere l’occasione del Blue Monday del 18 gennaio per stilare una lista di curiosità e termini usati nel mondo per indicare il senso di stanchezza e demotivazione che si prova il lunedì.
L’uso del colore blu per indicare tristezza risale al XIV secolo, quando lo scrittore inglese Geoffrey Chaucer inserì all’interno del poema “TheComplaint of Mars” il verso “with tears of blue and a wounded heart”, ovvero “con lacrime blu e un cuore tormentato”. Qualche centinaio d’anni dopo, nel film del 2015 Inside Out il blu viene utilizzato per caratterizzare il personaggio che rappresenta la tristezza. Anche le lingue hanno finito per assimilare la tinta: gli inglese definiscono la sensazione di tristezza feeling blue, ovvero “sentirsi blu”, più o meno come l’equivalente francese avoir le blues, letteralmente “avere il blu”.
Essendo il lunedì spesso un giorno difficile da affrontare, nel mondo sono molte le espressioni usate per descrivere lo sconforto che si prova durante il giorno più odiato della settimana. In Turchia esiste la “pazartesi sendromu”, ovvero la “sindrome del lunedì”, la stessa che colpisce i francesi e il loro “Comme un lundi”. Analogamente, nei paesi anglosassoni per descrivere il cattivo umore di chi si presenta in ufficio con la luna storta si definisce “have a case of the Mondays”, ovvero “avere un problema con il lunedì”. C’è chi inizia a sentirne gli effetti fin dal weekend e dalla fusione di Sunday (domenica) e Monday (lunedì), in rete è nato Smonday, termine con cui si indica la malinconia domenicale dovuta all’avvicinarsi della nuova settimana.
Un detto molto popolare nelle case automobilistiche tedesche recita invece montags-auto, ovvero “auto del lunedì”, così si indicano quei prodotti difettosi le cui imperfezioni sono attribuite alla carenza di sonno degli operai al lunedì mattina. In Spagna, infine, l’inizio della settimana è il día de bajón, vale a dire il “giorno del crollo”, mentre in Portogallo è el dia cinzento, il “giorno grigio”.
Curiosamente, ci sono due paesi in cui il termine Blue Monday ha un significato completamente diverso: in Olanda blauwe maandagsignifica “per un breve periodo di tempo” e viene utilizzata per indicare un impegno a cui non si è dato continuità. E anche in Germania der Blauer Montag non ha niente a che fare con la tristezza: al contrario, fin dal XIII secolo viene usata per indicare i lunedì in cui non si lavora. Una teoria racconta che l’espressione derivi dalla frase “blau zu sein”, che significa “essere ubriachi”, a sottintendere un assenteismo dovuto alle sbornie. Rimanendo in Germania, anche il sabato si tinge di blu: Samstags-Blues è però l’antitesi del Blue Monday e si usa per descrivere la sensazione di inutilità che si prova il sabato senza lavorare.
Cliff Arnall, lo psicologo autore della formula del Blue Monday, pensò di rimediare anni dopo individuando il giorno più felice dell’anno: l’Happiest Day of the Year, che cade sempre nel solstizio d’estate, tra il 21 e il 24 giugno. La formula include sei parametri: il trascorrere del tempo all’aria aperta (O), la natura (N), l’interazione sociale (S), i ricordi d’infanzia delle vacanze estive (Cpm), la temperatura estiva (T) e il desiderio di andare in vacanza (He). Il tutto per arrivare ad un risultato finale scontato: O+(NxS)+Cpm/T+He. Più chiaro di così.









