RICORRENZE - E' il giorno del backup, l'abitudine che salva la vita

Secondo gli esperti, sottovalutare il 31 marzo, giornata mondiale del “backup”, è un errore madornale, e per sottolinearlo esistono addirittura tre date: il “World Backup Day" di oggi, l’Anti-Ransomware Day” del 12 maggio e il “World Password Day”, celebrata ogni primo giovedì di maggio

Il Backup, per coloro che fossero appena atterrati sul nostro pianeta, è la copia dei dati contenuti racchiusi nel proprio computer, smartphone o tablet che sia: tutto ciò che contienem, senza alcuna distinzione. Dalle email alle foto, dai documenti ala musica. Questo perché ogni mese un computer su 10 è vittima di un virus, oppure nella malaugurata ipotesi di smarrimento (al mondo si perdono 113 cellulari al minuto) o di inconsapevoli disastri informatici (il 29% è frutto del caso), non avere un backup significa perdere irrimediabilmente migliaia di dati importanti. Spesso l’intera propria vita, azzerata in un attimo.

Il motivo lo spiega bene Chris Novak, Direttore del Verizon Threat Research Advisory Center: “Ancora oggi un gesto apparentemente semplice come il backup, rimane una delle migliori strategie per far fronte agli attacchi ransomware, violazioni che costano in media oltre 10.000 dollari alle aziende, ma possono arrecare danni che superano anche il milione di dollari”. E che i sequestri hacker con riscatto siano in aumento lo confermano i dati del “Data Breach Investigation Report”, che crescono con l’aumento di nuovi ramsonware. “Abbiamo anche assistito a un passaggio verso una tipologia di ransomware che non solo può eseguire il rendering del sistema rendendo i dati irrecuperabili, ma anche a nuove varianti che riescono a sottrarre una copia dei dati per poi estorcere denaro agli utenti in cambio della mancata pubblicazione delle informazioni rubate”, conclude Novak.

Rapine che rendono molto e senza correre grossi pericoli ancora troppo sottovalutate, perché le cronache raccontano solo i casi più eclatanti di hacker esperti che attaccano strutture governative, ma non di quante migliaia di persone ogni mattina scoprono che il proprio computer è stato “sequestrato” da qualcuno durante la notte.

Va da sé che salvare i dati del backup sullo stesso computer equivale a non averlo fatto, per cui è necessario memorizzare il contenuto su un hard disk protetto da password. Ma a livello di prevenzione, un buon antivirus, l’abitudine di cambiare spesso password e usare l'autenticazione a più fattori, oltre al backup settimanale, sono al momento le uniche difese possibili.