
“Questo è l'uomo che aspira a salvare il nostro pianeta e a procurarcene uno nuovo da abitare: clown, genio, bastian contrario, visionario, industriale, showman. Una folle via di mezzo fra Thomas Edison, P.T. Barnum, Andrew Carnegie e il Doctor Manhattan di “Watchmen”. La sua azienda aerospaziale, “SpaceX”, ha scavalcato Boeing e altri per mettere mano sul futuro cosmico dell’America. La sua azienda automobilistica, “Tesla”, controlla due terzi del mercato dei veicoli elettrici di cui è stata pioniera ed è valutata 1 trilione di dollari. Questo ha reso Elon Musk, con un patrimonio netto di oltre 250 miliardi di dollari, l’uomo più ricco della storia, almeno sulla carta”.
È la lunga motivazione, sospesa tra elogio e ironia, scelta dal magazine statunitense Time per spiegare il motivo per cui il celebre titolo di Person of the Year, quest’anno è andato a Elon Reeve Musk, classe 1971 da Pretoria, Sudafrica.
Definito un “appassionato di robot ed energia solare, di criptovalute e clima, ideatore di impianti cerebrali e tunnel sotterranei per spostare persone e merci a super velocità, con qualsiasi cosa inventi domina Wall Street: “Il modo in cui la finanza funziona ora è che le cose hanno valore non in base ai loro flussi di cassa, ma in base alla loro vicinanza a Elon Musk”.
L’uomo più ricco del mondo, ricorda ancora Time, non possiede una casa, guida un’automobile che non ha bisogno di autista e di recente ha iniziato a svendere il suo patrimonio. Nel lungo articolo che spiega la scelta, non mancano le tante critiche subite nel corso della carriera e neanche i passi falsi, ma tenendosi ben lontani dall’idea di esprimere un giudizio: “Quello di persona dell'anno è un segnale di influenza, e poche persone hanno avuto più influenza di Musk nella vita sulla Terra, e potenzialmente al di fuori della Terra. Nel 2021 Musk è emerso non solo come la persona più ricca del mondo, ma anche come l’esempio di una massiccia trasformazione della società”.
A conquistare il titolo di Atleta dell’anno 2021 è invece Simon Biles, la leggendaria atleta statunitense capace di infrangere il tabù della salute mentale dallo sport e per la coraggio sa testimonianza contro gli abusi e le violenze a cui il medico della Nazionale americana costringeva le atlete. Ma parte della motivazione va al coraggioso passo indietro compiuto dalla Biles nel corso le scorse olimpiadi di Tokyo, davanti a milioni di spettatori.
Titolo di artista dell’anno a Olivia Rodrigo, ex stella della serie “High School Musical” diventata una delle star più richieste e amate del panorama musicale. L’assegnazione dei riconoscimenti di “Time” si chiude con una doverosa citazione degli Heroes of the Year: gli scienziati che in tempi record hanno trovato il vaccino contro il Covid, salvando la vita a miliardi di persone.
Il titolo viene assegnato annualmente dal 1927, quando nacque come “Uomo dell’anno” salvo poi spostare il baricentro verso individui, persone, gruppi, categorie, movimenti o idee che in qualche modo abbiano fortemente influenzato i 12 mesi che si avviano alla conclusione.
Un riconoscimento diventato prestigioso che nel tempo ha anche suscitato proteste in tutto il mondo a volte per scelte quantomeno discutibili. Dopo aver debuttato nel 1927 con il grande eroe dell’aviazione Charles Lindbergh, arriva lo scivolone del 1938, quando la scelta di persona dell’anno cade su Adolf Hitler, seguito l’anno successivo da Iosif Stalin, e nel 1957 dal leader sovietico Nikita Krushiov. Finisce sommersa da fischi anche la nomina di Richard Nixon nel 1970 e nel 1971, e ancora peggio con quella del 1979 all’Ayatollah Khomeini. E lasciano perplessi molti anche i riconoscimenti assegnati a Jeff Bezos (1999) e Vladimir Putin (2007).















