RETAIL - Alla scoperta di «Green Pea», la nuova scommessa dei Farinetti

Per cominciare, bisogna spiegare come nasce: Green Pea – letteralmente "pisello verde" – è l’ultima idea di Oscar Farinetti, 54 anni, albese di natali, l’uomo che dopo Unieuro e Eataly ha voluto chiudere il trittico della sua esistenza imprenditoriale dedicando uno spazio alla promozione di concetti come ambiente ed ecosostenibile, di cui tutti si riempiono la bocca ma che andando sul pratico sembra ancora legato ad una moderna forma di radical chic. Perché sentirsi verdi costa, e di questi tempi non basta essere al verde per fare la propria parte.

La seconda domanda, più che lecita, è un’altra: cos’è Green Pea? Non è un supermercato e non è un centro commerciale nel senso canonico del termine: o meglio, è tutto questo, ma riletto in quella chiave interpretativa che rappresenta il vero segreto del successo della Farinetti family. Già Eataly, a pensarci bene, era in fondo l’invenzione dell’acqua calda: un supermercato di prodotti ricercati in cui poter anche mangiare le stesse cose appena acquistate. Così semplice da essere geniale, moltiplicato ben 47 volte in 14 Paesi diversi.

Green Pea è una variante più ampia di tutto questo, un format che sarà replicato a Dubai e Las Vegas incentrato sul rispetto della natura, concetto che i Farinetti hanno sposato in pieno. “Il 90% degli scienziati - spiega Oscar, che cederà il comando della nuova creatura a suo figlio Francesco – afferma che il nostro modo di consumare è diventato incompatibile con la salute del pianeta. Da un lato produciamo energia immettendo nell’atmosfera una quantità di CO2 eccessiva che altera il clima, dall’altro costruiamo oggetti e produciamo cibo inquinando terra, acqua e aria, e da un altro ancora non smaltiamo i rifiuti in modo corretto. È giunto il momento di modificare il nostro modo di consumare, e Green Pea nasce proprio per dimostrare che esiste la possibilità, immediata, di vivere in armonia con il pianeta senza rinunciare al bello”.

La strategia farinettiana parte sempre dalla coreografia: il primo Eataly, quello del Lingotto di Torino, nel 2007 aveva riadattato gli storici spazi della Carpano, mantenendo quell’aria post industriale che fra brioche fresche e lenticchie di Colfiorito continua a colpire nel segno. Per Green Pea si è fatto ancora meglio: non una riconversione industriale ma un nuovo edificio, che prima non c’era. Una spettacolare struttura di 5 piani costata 50 milioni di euro e certificata NZEB (Nearly Zero Energy Building), realizzata con materiali ecologici e recuperati, ovviamente alimentato da energie rinnovabili: la facciata è realizzata con il legno delle foreste della Val di Fiemme distrutte da un tornado, il pavimento con il legno recuperato da vecchie baite cuneesi, mentre il riscaldamento è affidato a pozzi geotermici, pannelli solari e fotovoltaici e sistemi per il recupero dell’energia eolica e cinetica: camminando, i visitatori fanno la loro parte per produrre energia.

Il tutto distribuito su 15mila metri quadri per 72 esercizi commerciali che vanno dallo spaccio agricolo alla griffe, dal marchio internazionale alla start-up, a cui aggiungere un giardino con piscina sul tetto panoramico, un museo, 3 ristoranti, una spa e uno spazio dedicato allo straordinario concetto di Ozio Creativo.

Prima che arrivi la terza domanda – cosa si può fare da Green Pea? - meglio ascoltare Farinetti: “È un luogo innovativo, dove potremo raccontare il nuovo volto della mobilità. Non solo con delle macchine, ma anche con il cuore, l’anima e i sensi. Non sarà solo la casa della tecnologia, ma delle soluzioni: dall’acquisto al noleggio, allo sharing, ai nuovi servizi, ai sistemi di ricarica, alle nuove app”.

Detto in altre parole: da Green Pea si vende, ma un mix di prodotti che ancora volta rende l’idea dei Farinettis unica, semplice e geniale. Dall’automobile all’abito firmato, compreso mettere la firma su un contratto per la fornitura elettrica, ma tutto in perfetta armonia con l’ambiente.

Cinque i piani, ognuno dedicato a un tema: Life, Home, Fashion, Beauty e Otium Pea Club. Al piano terra del palazzo di Green Pea – dedicato a Life - trovano posto la gamma elettrificata di FCA, insieme a Iren, TIM, Unicredit, Mastercard, Samsung e il Green Pea Discovery Museum, una mostra interattiva che svela il funzionamento delle tecnologie green. Il primo piano – Home – è dedicato all’arredamento, con 40 brand diversi di elettrodomestici e accessori.

Al secondo piano – Fashion – i marchi che propongono moda sostenibile e una curiosa tecno-cabina che permette di creare il proprio avatar. Al terzo – Beauty – abbigliamento e concept store dividono lo spazio con Casa Vicina, il ristorante stellato che lascia i seminterrati di Eataly per conquistarsi un panorama mozzafiato a disposizione dei clienti. Lo chef Claudio Vicina propone tre menù (alla carta, degustazione o gastronomico) in cui non mancano rivisitazioni dei grandi classici della gastronomia piemontese. Specialità che saranno a disposizione anche del bistrot 100 Vini & Affini, dotato di due aree esterne, una serra e una terrazza con più di 150 posti a sedere.

Per finire con il quarto piano, l’Otium Pea Club: un rooftop a cui per accedere sarà necessario essere ammessi solo dopo il vaglio di un’assemblea, ma che in caso di esito positivo garantirà per un anno l’accesso all’alkemy Spa, ad un esclusivo cocktail bar e ad una suggestiva infinity pool affacciata sulle Alpi.