
Quando Stanley Kubrick e Arthur Clarke scrissero la sceneggiatura di 2001: Odissea nello spazio era il 1968, e il nuovo millennio restava qualcosa di astratto, lontano, quasi irraggiungibile. Per noi, 19 anni dopo, il 2001 è quasi preistoria: il mondo da allora è cambiato tanto, anche in modo profondo, ma lo spazio siderale resta lassù e l’umanità continua a maltrattare la Terra, l’unico pianeta che conosce davvero.
Ma messo al caldo tutto questo, è comunque indubbio che il capolavoro di Kubrick sia passato alla storia come una delle pellicole fondamentali nella lunga avventura del cinema, non solo per le quattro nominations e l’Oscar vinto, ma come vero caposaldo della settima arte per i profondi significati estetici, culturali e storici che racchiude. Insomma, quanto basta per farne un film epocale che ancora oggi ispira non solo i registi, ma anche i designer e i creativi di tutto il mondo. È successo di recente anche negli uffici di Atelier Caracas, uno studio di architettura multidisciplinare venezuelano che mescola design e arte. È a loro, che una società specializzata in centri benessere ha chiesto uno sforzo in più: creare una Spa che fosse una “bolla” fuori dal mondo, completamente isolata dai rumori e dalla frenesia della città. La richiesta era strana: un centro benessere fuori dal mondo da creare in una delle arterie più trafficate di Caracas, l’immensa capitale del Venezuela.
Mesi di studi, di analisi e di lavori hanno portato i creativi dell’agenzia ad avvicinarsi alle futuribili scenografie del film di Stanley Kubrick. Pochi mesi dopo, apriva i battenti 2020: A Spa Odissey.
“È stata una vera sfida che abbiamo affrontato decidendo di seguire in modo fedele l’idea del cliente ispirandoci alle atmosfere rarefatte del film di Kubrick. Il risultato è un contrasto fortissimo fra il contesto urbano circostante e un’architettura che evoca immagini di mondi sconosciuti”.
Lunghe e spesse tende di colore beige coprono l’ingresso di ogni cabina per fornire privacy ai clienti durante i trattamenti, e divisori in vetro rosa offuscano la vista tra i diversi cubicoli. Il tutto fra elementi e geometrie vintage, con arredi sensuali e morbidi realizzati utilizzando colori pastello. Una grande pietra ritrovata fuori città, che ricorda un meteorite, è diventata un elemento decorativo sotto il banco della reception. Per finire con le piante e il finto tappeto di erba, dettagli aggiunti per evocare la vita sulla Terra.












