FOOD - Un'annata record per i funghi

Buone notizie per chi ama i funghi: secondo gli esperti per regioni come il Piemonte, la Liguria, la Toscana e l’Emilia-Romagna sarà un’annata da incorniciare, di quelle come non si vedevano da anni.

Il merito sono state le piogge delle scorse settimane e una temperatura ancora mite che lentamente sta scivolando verso l’autunno, ma ancora tutto sommato calda. Quanto di meglio si possa sperare per i funghi, che continuano a riempire di finferli, ovoli e porcini luoghi come ideali abetaie, castagneti, faggete e querceti.

Tuttavia, l’abbondanza si porta appresso il solito strascico di inciviltà e menefreghismo all’italiana, con tanta gente che evita di pagare il tesserino giornaliero (compreso fra 12 e 15 euro) e molta di più che non rispetta i 3 kg concessi giornalmente. E questo per non parlare dei “fungaioli della domenica” che portano via solo le cappelle lasciando i gambi nel terreno, per riuscire a riempire il più possibile ceste e zaini, ma col risultato di devastare letteralmente delle fungaie per gli anni successivi e di togliere un’importante risorsa economica ai cercatori che vivono nelle zone montane, i cui funghi raccolti finiscono sulle tavole dei ristoranti o nei tanti mercati.

Purtroppo, le guardie forestali sono poche e per quanto si sforzino, controllare tutto il territorio è praticamente impossibile.

Ed è proprio ai cercatori improvvisati che il Soccorso Alpino si è rivolto nei giorni scorsi per ricordare che l’andar per funghi comporta rischi e pericoli. Fra i consigli quello di pianificare il precorso in precedenza dopo aver consultato le previsioni meteo e di indossare abiti e calzature adeguate, ma soprattutto di raccogliere solo i funghi di specie conosciute, che per sicurezza andrebbero comunque sottoposti alla verifica dei micologi delle ASL.