QATAR 2022 - Il Mondiale più hi-tech della storia

A parte le inedite date invernali e un investimento che attualmente supera i 300 miliardi di dollari, quella che si sta disputando non è solo la Coppa del Mondo della sorprese, dove le grandi Nazionali europee arrancano di fronte all’energia inedita delle “asiatiche”, ma è soprattutto un Mondiale pieno zeppo di novità hi-tech. Uno sdoganamento di cui ha la colpa/merito il “VAR”, lo strumento messo a disposizione degli arbitri per le situazioni dubbie che ha aperto le porte ad un’infilata di squisitezze tecnologiche che presto o tardi finiranno anche sui campetti di periferia. È inevitabile.

Giusto un accenno agli stadi dotati di aria condizionata e totalmente smontabili, come il “974”, cifra che indica i container industriali utilizzati per costruire la struttura, si dice pronta a imbarcarsi per il Sudamerica, sempre che l’Uruguay conquisti le date del mondiale 2023, a fare notizia è soprattutto il pallone utilizzato durante le partite.

Si chiama “Al Rihala” (il viaggio in arabo), ed è forse il più tecnologico di ogni tempo. Del vecchio pallone ha solo la forma e l’immagine, ma racchiude un sofisticato sensore “IMU” (Inertial Measurement Unit) dal peso contenuto in 14 grammi, che genera 500 fotogrammi al secondo permettendo alla centrale operativa di stabilirne l’esatta posizione. Il pallone, realizzato dalla “Adidas” e che necessita di ricarica prima di ogni partita, fornisce anche il tracciamento preciso della traiettoria del pallone ogni qual volta viene colpito. “Il gioco in campo si sta facendo sempre più veloce e precisione e stabilità del pallone acquisiscono un’importanza fondamentale. Il nuovo design permette alla palla di mantenere una velocità di gran lunga maggiore durante i tiri. Per il più atteso appuntamento globale del panorama sportivo, abbiamo deciso di rendere possibile l’impossibile con un’innovazione radicale, che ha dato vita al pallone della Coppa del Mondo più veloce e preciso della storia”, hanno commentato dalla divisione Football Graphics & Hardwear di Adidas.

L’altra grande novità tecnologica di Qatar 2022 è il “fuorigioco semiautomatico”, ovvero un sistema formato da 29 sensori indossati dai ogni giocatore e 12 videocamere di localizzazione strategicamente piazzate in ogni stadio, il tutto con 50 aggiornamenti al secondo per permettere agli arbitri di individuare l’esatta posizione dei giocatori in ogni istante del gioco. Una sorta di moviola a cui nulla sfugge, ulteriore sviluppo della tecnologia VAR, che tuttavia non punta a scavalcare l’arbitro (almeno al momento), a cui continuerà a spettare la decisione finale inappellabile. Ed è dedicata espressamente ai giocatori, ma scaricabile da chiunque, l’app “FIFA Player”, che consente ad ognuno di visualizzare tutti i dati della propria prestazione: distanza coperta, velocità, numero di azioni, tiri, passaggi e colpi di testa.

Ma la tecnologia non tocca soltanto gli dei della pedata, ma il pubblico stesso. Secondo alcune cifre diffuse di recente, i tifosi sono monitorati da 15mila telecamere e centinaia di unità di “droni hunters” con tecnologia di riconoscimento facciale che operano fra gli stadi, i parcheggi e le fermate dei mezzi pubblici: in caso di problemi incrociano le immagini con i dati delle “Hayya Card”, il permesso Visa temporaneo rilasciato dal Ministero dell’interno qatariota e collegato al passaporto. Nelle sale di controllo anche un “Command and Control Center” affollato da 100 esperti in cyberscecurity e antiterrorismo.