PREVENZIONE - Covid-19 art collection

Almeno per una volta, il mondo ha un solo e unico obiettivo: #FlattenTheCurve, al cambio attuale “abbassare la curva dei contagi”. È l’unica speranza, in attesa del vaccino, per riavere indietro qualche sprazzo di esistenza normale.

E in giro non c’è ente, associazione, museo, club, alleanza, consorzio, federazione e società che non abbia fatto la propria parte, lanciando dei massaggi attraverso quello che sa fare meglio. Per chiarire il concetto, vale come esempio uno dei messaggi più efficaci visti in circolazione finora, ideato dall’agenzia Looma su commissione del ministero della cultura ucraino, che ha adattato al tempo del coronavirus alcune fra le più celebri opere d’arte della storia. Il progetto, chiamato Art of Quarantine, ribadisce tutta la litania dei consigli utili per evitare il contagio, quelli emanati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e riproposti di continuo ovunque. Ma evidentemente non ancora abbastanza chiari a tutti, se è il caso di ripeterli.

Di “meme” simili fra le chat ne circolano parecchi da settimane, ma questo è diverso e dimostra quanto la mano dei professionisti sappia trasformare il messaggio universale dell’arte in un efficace veicolo di prevenzione.

Senza timore di sbagliare la carrellata può iniziare dalla Creazione di Adamo, il celeberrimo affresco di Michelangelo, forse uno dei più celebri dipinti raccolti in quell’incredibile e immensa opera d’arte che è la Cappella Sistina. Nell’originale michelangiolesco, Adamo disteso sull’erba tende il braccio verso l’Altissimo, mentre in quella rivisitata, Dio gli sta più prosaicamente porgendo un flacone di disinfettante per le mani, con una scritta in alto che ricorda il gesto: “Use hand sanitizer”.

La “social distancing”, la necessità di rispettare la distanza uno dall’altro, prende invece spunto da un altro capolavoro assoluto: L’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci. Il dipinto, conservato con ogni cura nell’ex refettorio del convento adiacente al Santuario di Santa Maria delle Grazie, a Milano, si basa su un passaggio del Vangelo di Giovanni e mostra la scena secondo cui Cristo annuncia che sarà tradito da uno dei suoi 12 apostoli, che lo circondano al tavolo. Una scena che secondo le direttive dell’OMS non sarebbe più possibile, tanto è vero che Gesù è seduto da solo, e per di più con la mascherina sul volto.

E visto che il distanziamento sociale è di fondamentale importanza, “keep the distance” è anche il nuovo titolo provvisorio del celebre dipinto del 1864 realizzato dal pittore preraffaellita Frederick Leighton e dedicato al mito di Orfeo ed Euridice, la commovente storia d’amore e morte raccontata da Virgilio nelle sue Georgiche. Orfeo, capace di ammaliare chiunque con il suo canto, in effetti sembra poco disposto alla carica di Euridice, a cui poco importano le distanze sociali.

La Dama con l’ermellino, un altro capolavoro di Leonardo, conservato al Museo nazionale di Cracovia, diventa il veicolo adatto per il terzo messaggio: “make supplies”, fare scorte di generi alimentari. Nella versione Covid-19 del ritratto, che secondo gli storici raffigura la nobile Cecilia Gallerani, una delle amanti di Ludovico il Moro, dell’ermellino non c’è più traccia, e al suo posto la dama stringe un pacco di riso, uno dei lenticchie ed uno di fusilli.

Per raccomandare l’uso dei guanti - “Use gloves” – i creativi della Looma hanno preso a prestito una delle tante rappresentazioni dedicata alla Madonna di Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato. L’opera, conservata alla National Gallery di Londra, è un delicato dipinto devozionale seicentesco, e i guanti in lattice non tolgono nulla all’immagine della Vergine, anzi, regalano un po’ di sicurezza anche a lei.

“Wash your hand”, lava con cura le tue mani, è invece il messaggio che utilizza il Ritratto di un giovane uomo in rosso di Raffaello. Un’opera conservata al Szépművészeti Múzeum di Budapest, in cui nell’originale stringe un fazzoletto, mentre questa volta sta risciacquando le due mani insaponate.

Perfino Napoleone Bonaparte, il grande condottiero francese reso epico dal quadro di Jacques-Louis David, Napoleone attraversa le Alpi, è chiamato a fare la sua parte, trasformandosi in food-driver. In sella al suo cavallo bianco, mentre sullo sfondo il suo esercito avanza faticosamente, sulla schiena trasporta la tradizione borsa per la consegna a domicilio dei cibi caldi. È un po’ come il ritratto della signora Worrell di Benjiamin West, che si attiene scrupolosamente al consiglio “pay with card”, paga con la carta, per ridurre il rischio di trasmettere l’infezione attraverso il denaro. Per finire in bellezza con la raccomandazione principe di queste settimane: “war a mask”, indossa la mascherina facciale. A ribadire la raccomandazione è Il figlio dell’uomo, olio su tela di René Magritte che oggi fa parte di una collezione privata. Nell’originale dell’artista francese il volto del protagonista è quasi totalmente coperto da una mela verde sospesa in aria, mentre nella variante pandemica ha una mascherina saldamente ancorata alle orecchie. Come tutti.