
È il capolinea dell’american dream, il sogno americano che ha cullato decine di generazioni. Paesaggi che grondano solitudine, tristezza e disagio nell’inquietante nulla dei sobborghi più dimenticati di un’America che nella patinata immagine ufficiale è la superpotenza mondiale, e nel privato cade in pezzi. A metà strada fra i quadri di Edward Hopper, che con i pennelli sapeva raccontare storie senza bisogno di recitarle, e il cinema visionario di David Lynch.
È questa l’arte di Gregory Crewdson, fotografo newyorkese apprezzato in tutto il mondo, portatore sano di uno stile che si stacca dalla semplice fotografia per diventare quasi un film. I suoi scatti raccontano storie, o comunque le lasciano immaginare a chi li guarda. Nulla di casuale: Crewdson è maniacale nella cura dei dettagli, arrivando a coinvolgere una troupe di 50 persone per un solo scatto, che dev’essere esattamente ciò che aveva in mente.
Classe 1962, nato a Park Slope, poco accogliente sobborgo di Brooklyn, Crewdson si avvicina all’arte cavalcando l’epopea del “Punk” con una band, “The Speedies”. Poi nella sua vita incontra la fotografia: studia al “Purchase College”, e va avanti con la “Yale School of Arts”, fin quando capisce di avere qualcosa da dire.
È alle sue immagini intrise di solitudine che le “Gallerie d’Italia”, lo spazio espositivo di Intesa Sanpaolo, dedica la mostra “Gregory Crewdson. Eveningside”, première mondiale della nuova serie difotografie dal titolo omonimo, “Eveningside (2021-2022)”.
Aperta al pubblico dal 12 ottobre al 22 gennaio 2023, la mostra è il riassunto di una trilogia costata 10 anni di intenso lavoro, curata da Jean-Charles Vergne. Si inizia con “Cathedral of the Pines” (2012-2014) e “An Eclipse of Moths” (2018-2019), accanto ai precedenti scatti minimalisti di Crewdson, intitolati “Fireflies” (1996). Nella salamultimediale adiacente alla mostra sarà proiettato “Making Eveningside”, un dietro le quinte con musiche originali.
In contrasto con le foreste infestate, solitarie e remote di Cathedral ofthe Pines e i desolati paesaggi post-industriali di An Eclipse of Moths, nella serie Eveningside, Crewdson esplora momenti intimi della vita quotidiana. Le figure che popolano gli scatti sono scarne e spesso viste attraverso le vetrine dei negozi, nel riflesso di uno specchio o di lato, quasi defilate: ponti ferroviari, portoni, portici, la tettoia di uno sportello bancomat, una latteria, un mercato rionale o un negozio di ferramenta. Avvicinando il suo punto di osservazione alle figure e utilizzando una sapiente combinazione intensa di luce e ombra, effetti speciali come nebbia, pioggia, fumo e foschiae, Crewdson ricrea un'atmosfera gotica, evocativa dei film noir e del cinema classico, ma con le capacità e la chiarezza della più attuale tecnologia disponibile nella fotografia digitale.
Ogni serie della trilogia rappresenta tappe essenziali del percorso artistico e dell’evoluzione creativa di Crewdson nell’ultimo decennio, con temi che spaziano dalla dimensione intima e personale alle visioni esistenziali del mondo, fino alla riflessione sul profondo rispetto esull’ammirazione per la storia della fotografia, della pittura, del cinema e di altri mezzi, tutti reinventati per raccontare le sue storie.
Realizzate in isolamento dall’artista nel 1996, con due macchine fotografiche su pellicola analogica in bianco e nero, le immagini di Fireflies offrono nella loro semplicità un tessuto connettivo e un contrappunto.
La mostra sarà inoltre accompagnata da un calendario di incontri pubblici gratuiti, il programma #INSIDE che prevede talk con ospiti di rilievo ed eventi special a corredo delle mostre in corso.
INFO PRATICHE
“Gregory Crewdson. Eveningside”
12 ottobre 2022 – 22 gennaio 2023
Gallerie d’Italia – Torino Piazza San Carlo 156, Torino
Orari e ingresso: indicati sul sito Gallerie d’Italia e aggiornato in base alle disposizioni vigenti.












