
Il Centro Italiano per la Fotografia di Torino presenta, per la prima volta in Italia, la mostra “Capolavori della fotografia moderna 1900-1940. La collezione Thomas Walther del Museum of Modern Art, New York”: dal 3 marzo al 26 giugno, una straordinaria selezione di oltre 230 opere fotografiche della prima metà del XX secolo, capolavori assoluti della storia della fotografia realizzati dai grandi maestri dell’obiettivo, le cui immagini sono innovative ancora oggi. Come i contemporanei Matisse, Picasso e Duchamp hanno saputo rivoluzionare linguaggi delle arti plastiche, così i 121 autori in mostra, tra nomi leggendari, hanno ridefinito i canoni della fotografia facendole assumere un ruolo centrale nelle avanguardie di inizio secolo.
Un fermento creativo che inizia in Europa subito dopo la Prima Guerra Mondiale per arrivare poi negli Stati Uniti, che accolgono gli intellettuali in fuga dall’Europa delle dittature, arrivando a diventare negli anni Quaranta il principale centro di produzione artistica mondiale. Accanto ad immagini iconiche di fotografi americani come Alfred Stieglitz, Edward Steichen, Paul Strand, Walker Evans o Edward Weston e europei come Karl Blossfeldt, Brassaï, Henri Cartier- Bresson, André Kertész e August Sander, la collezione Walther valorizza il ruolo centrale delle donne nella prima fotografia moderna, con opere di Berenice Abbott, Marianne Breslauer, Claude Cahun, Lore Feininger, Florence Henri, Irene Hoffmann, Lotte Jocobi, Lee Miller, Tina Modotti, Germaine Krull, Lucia Moholy, Leni Riefenstahl e molte altre.
Oltre ai capolavori della fotografia del Bauhaus e del surrealismo, le sperimentazioni futuriste di Anton Giulio Bragaglia e le composizioni astratte di Luigi Veronesi, due fra gli italiani presenti in mostra insieme a Wanda Wulz e Tina Modotti. A riprova della ricchezza, nella collezione si trovano fotografie realizzate grazie alle nuove possibilità offerte dagli sviluppi tecnici di questi anni, realizzate attraverso tecniche come collages, doppie esposizioni, immagini cameraless e fotomontaggi che raccontano una nuova libertà di intendere la fotografia.
È la particolarità di questi decenni a spingere il collezionista Thomas Walther a raccogliere, tra il 1977 e il 1997, le migliori opere fotografiche prodotte riunendole in una collezione unica al mondo, acquisita dal MoMA in due fasi, nel 2001 e nel 2017.
La mostra nasce da una preziosa collaborazione fra il “Jeu de Paume” di Parigi, il “MASI” di Lugano e “CAMERA”, dove è possibile vedere per l’ultima volta in Europa questi grandi capolavori della fotografia prima che tornino negli Stati Uniti. Accompagna l’esposizione il catalogo edito da “Silvana Editoriale” in associazione con “the Museum of Modern Art, New York”, che include un saggio critico di Sarah Hermanson Meister, brevi introduzioni alle sezioni della mostra e riproduzioni di opere presentate.
Mostra organizzata dal Museum of Modern Art, New York aA cura di Sarah Hermanson Meister, ex curatrice del Dipartimento di Fotografia del MoMA e Quentin Bajac, direttore del Jeu de Paume, Parigi con Jane Pierce, assistente alla ricerca, “Carl Jacobs Foundation” e il “MoMA” di New York.





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