PET - Al via la campagna «No ai Botti» di Capodanno
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È partita il 13 dicembre, la campagna “No ai Botti”, diffusa dalla “Leal” (Lega Antivivisezionista) sui social e attraverso il volantinaggio nelle piazze e nei centri commerciali di tutt’Italia per informare e dissuadere chi ancora si ostina a celebrare la fine dell’anno mettendo in campo l’artiglieria pesante.

I botti rappresentano ancora per troppe persone un modo irrinunciabile di festeggiare, malgrado ogni anno il bollettino del giorno del dopo si trasformi una lunga scia di feriti e spesso di morti. Le vittime dei petardi non sono soltanto gli esseri umani, ma anche gli animali, quelli domestici e quelli selvaggi.

Il rumore prodotto dai botti di San Silvestro, spiegano gli esperti, rappresenta una fonte di grande pericolo e stress per gli animali, che spaventati possono fuggire esponendosi a rischi ancora maggiori. È scientificamente provato che gli animali con l’udito più sensibile in quei momenti accusano un aumento esponenziale dei battiti cardiaci e del livello di stress difficile da sopportare. Nei cani, ad esempio, il senso dell’udito è molto più sviluppato rispetto a quello umano: ogni rumore lo avvertono con un volume pari al doppio del nostro.

Oltre agli animali domestici, anche la fauna selvatica è seriamente minacciata da botti ed esplosioni, in particolare gli uccelli e le specie che nel tempo e spinte dal freddo si sono avvicinate ai centri abitati in cerca di cibo. Le esplosioni, è già successo, possono causare infarti e collisioni contro vetrate, cartelloni pubblicitari e pali della luce.

Conseguenze drammatiche su cui c’è un disinteresse quasi totale, malgrado alcuni Comuni più sensibili emettano ogni anno ordinanze e divieti che vengono regolarmente disattese per mancanza di controlli.

Per finire con qualche dato che dovrebbe far riflettere: nella notte fra il 2021 ed il 2021, malgrado le regole imposte per la pandemia, è stato calcolato che sono morti più di 360 fra cani e gatti, oltre a qualche altro migliaio di animali fuggiti dal proprio recinto in preda alla paura.