
Dopo aver lavorato come consigliere medico e scientifico per sette presidenti americani, Anthony Fauci ha deciso di dire basta: il prossimo dicembre si ritirerà da ogni incarico alla Casa Bianca per dedicarsi a quello che, a 82 anni suonati, ha definito “un nuovo capitolo della mia carriera”. C’è da capirlo: avere a che fare con sette presidenti significa possedere una dose di pazienza non da poco, specie quando significa passare dagli elogi pubblici di Bush padre, che lo aveva definito “un eroe”, per arrivare alle scintille con Donald Trump, che nei suoi confronti era stato molto meno gentile. In mezzo Bush figlio, che l’aveva premiato con la “Presidential Medal of Freedom”, e un apprezzamento da sempre bipartisan, nelle file dei Dem come dei repubblicani.
Classe 1940, immunologo newyorkese di origini italiane – di Sciacca, per essere precisi – nel 1968 era entrato come ricercatore al “National Institute of Health”, incarico che corona nel 1984 assumendo l’incarico di direttore del “National Institute of Allergy and Infectious Diseases”. Nel 2020, con l’esplosione del Covid-19, Trump lo vuole a capo della task-force per combattere il virus, ma fra i due il rapporto si fa difficile, costellato da velate minacce di licenziamento da parte del presidente, che nel frattempo proponeva metodi empirici per combattere la malattia da cui il team scientifico di Fauci prendeva ogni volta le distanze. Ma l’immunologo diventa comunque il volto della lotta al virus che in quei mesi stava mettendo in ginocchio il mondo: è lui a lanciare appelli, a rincuorare gli americani e a prestarsi volentieri ad interventi televisivi in ogni parte del pianeta, a cominciare dall’Italia, Paese a cui è legato da grande affetto. Poi, dopo quattro anni di lotte e polemiche, alla Casa Bianca inizia l’era di Joe Biden, che lo vuole nello stesso ruolo nominandolo in più “Chief Medical Advisor”, consigliere medico capo del Presidente.
Considerato uno dei più grandi immunologi del mondo, pioniere nel campo dell’immunoregolazione umana, Anthony Fauci ha dedicato buona parte della sua carriera agli studi sull’Aids, come alla prevenzione della tubercolosi, dell’asma e delle allergie, oltre alla prevenzione dei possibili rischi del bioterrorismo. Autore di oltre 1.000 pubblicazioni scientifiche, è sposato dal 1985 con Christine Grady ed è padre di tre figlie: Megan, Jennifer e Alison.
Pochi giorni fa, nel corso di un’intervista rilasciata al New York Times, Fauci ha dichiarato: “Non sono contento: 400 decessi al giorno sono ancora troppi. Dobbiamo fare meglio di così, e spero che in un paio di mesi le cose possano migliorare”.
Fra i primi impegni dichiarati il desiderio di scrivere la propria autobiografia, poi la voglia di tornare i suoi studi scientifici, “fin quando avrò la voglia e la forza”.








