
Di cosa profuma lo spazio? Dal 12 aprile 1961, quando Jurji Gagarin diventò il primo uomo a guardare dall’alto il nostro pianeta, se lo sono chiesti in tanti. A rispondere, anni fa, fu Tony Antonelli, astronauta della Nasa, che parlò genericamente di “Un odore al di là di qualsiasi altro mai sentito sulla Terra”.
Ma nell’anno in cui la corsa allo spazio, complice l’epocale lancio dello SpaceX di Elon Musk, è tornata di gran moda, arriva finalmente la risposta definitiva alla prima domanda: il profumo dello spazio.
Si chiama Eau de Space - ovviamente - e per crearlo ha lavorato per dieci anni tondi un team della Nasa, in grado di assicurare che si tratta dell’esatta riproposizione di ciò che si respira fra stelle e galassie, come confermato da Peggy Whitson, ex astronauta della ISS, che ha raccontato un odore “amaro, fumoso, pungente e dolciastro”: le stesse sensazioni olfattive provate da Don Pettit, un altro astronauta, che al National Geographic aveva parlato di “piacevole sensazione metallica e dolce”.
Indicazioni che sono servite a Steve Pearce, chimico della Omega Ingredients, per creare il profumo, in vendita a 29 euro (di cui una parte sarà devoluta ad un programma educativo), descritto come un mix fra “l’odore della polvere da sparo, una bistecca cotta sul barbecue, lamponi e rum”. Una profumazione decisamente interessante, si dice per via di particelle risalenti al Big Bang di 13,7 miliardi di anni che ancora fluttuano nello spazio infinito, ma che onestamente non è che metta la voglia di spruzzarselo addosso.
Il profumo, spiegano alla Nasa, era nato per dare agli astronauti un anticipo di cosmo prima di lasciare l’atmosfera terrestre, ma dopo un lungo iter necessario per togliere il timbro “top secret” al progetto, è stato deciso di metterlo a disposizione dell’umanità intera.
Ma l’Eau de Space, primo profumo spaziale ufficiale, è solo il più recente esperimento che la Nasa dedica all’argomento olfattivo nello spazio. Nel 2013 era stato effettuato un esperimento chiamato Astroculture per scoprire se una rosa coltivata nello spazio siderale avesse la stessa profumazione di una coltivata sulla Terra. Il risultato fu sorprendente: profuma, ma in modo del tutto diverso, meno intenso ma più diffuso per via degli olii essenziali che si distribuiscono in modo diverso.











