PANDEMIA - L'inno che celebra gli infermieri di tutto il mondo
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Mancano dati ufficiali, ma secondo le stime delle organizzazioni di categoria, finora il Covid-19 ha contagiato 450mila infermieri in tutto il mondo, con oltre 600 vittime. Per celebrare un mestiere difficile e insostituibile, fatto di passione e altruismo, l’International Council of Nurses ha voluto lanciare un brano che rendesse omaggio agli “angeli silenziosi” che nei lunghi mesi della fase peggiore della pandemia hanno lottato dimenticando orari e fatiche.

Si intitola I am a nurse, io sono un infermiere, è un brano scritto dall’infermiere inglese Colin Parish e suo nipote Daniel, che ha suonato tutti gli strumenti occupandosi anche di registrare la traccia. Il brano è stato registrato durante l’emergenza dal coro degli infermieri di Tonga, in Polinesia, che hanno chiesto ai loro colleghi di tutto il mondo di aggiungersi al coro inviando la propria voce registrata su smartphone. L’obiettivo: raccogliere fondi per finanziare i progetti educatici della Florence Nightingale Foundation, fra cui quello per la formazione di infermiere fra le giovane orfane dei Paesi più poveri del pianeta.

“È un glorioso tributo ai 27milioni di infermieri di tutto il mondo, ovunque si trovino: spero che la portino nei loro cuori e la cantino nelle loro lingue - ha commentato Annette Kennedy, presidente dell’International Council of Nurses – racconta le esperienze degli infermieri, ma parla anche a chiunque sia stato un paziente, sottolineando l’impatto spesso indimenticabile e il rapporto unico che si crea fra chi lavora negli ospedali e le persone che necessitano delle loro cure”. Fra i tanti messaggi di ringraziamento verso la categoria anche quello del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Gutierres: “Senza infermieri, non possiamo vincere la pandemia”.