PANDEMIA - I veri costi del Covid-19
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L’11 marzo 2020, a causa del numero di casi in crescita, uno dei tanti DPCM dell’allora governo Conte dispone il confinamento della popolazione italiana, con interruzione delle attività produttive, commerciali e professionali.

Da allora, ben oltre un anno e mezzo di distanza, il Covid-19 si è portato via la vita di 133mila italiani - una parte delle 5 milioni di vittime accertate in tutto il mondo - ma soprattutto ha letteralmente sconquassato l’esistenza e le abitudini personali e lavorative di milioni di persone, con un impatto enorme anche sull’aspettativa di vita.

Lo confermano due diverse ricerche, che hanno calcolato quanti anni di vita sono andati persi a causa di un virus che ancora oggi non è chiaro dove, come e perché sia nato. La prima, realizzata dall’Università di Oxford e pubblicata sul “British Medical Journal”, si è basata sui dati dello “Human Mortality Database”, l’immenso archivio che raccoglie le informazioni demografiche di 37 Paesi, costantemente aggiornato dall’Università di Berkeley e dal “Max Planck Institute for Demographic Research”. La ricerca è partita non i dati ufficiali dei decessi per Covid, visto che non tutti i Paesi utilizzano le stesse modalità di calcolo, ma dall’individuare la mortalità in eccesso di ogni Paese rispetto alla media degli anni precedenti.

In questo modo, a emergere non sono state solo le vittime del virus, ma anche i decessi legati a tumori, problemi cardiaci e suicidi, ovvero le vittime collaterali di una crisi devastante, quelle non incluse fra i dati ufficiali del virus. Ai numeri è stata applicata la metrica degli “anni persi”, ovvero quelli che tenendo conto dell’età, dicono in media quanta vita avrebbero avuto ancora davanti le vittime. È chiaro che, al netto della sconfitta che rappresenta ogni esistenza persa, ad un ottantenne restava meno tempo rispetto ad un giovane di 20. Calcolati uno per uno, gli scienziati inglesi hanno stimato per i 37 Paesi presi in esame, l’impressionante cifra di 28 milioni di anni di vita persi, con un’aspettativa futura che in 31 nazioni è crollata miseramente rispetto al 2019. A farne le spese maggiori la Russia (-2,32 anni), gli Stati Uniti (-1,98), la Bulgaria (-1,75) e la Lituania (-1,61), seguiti dall’Italia, con 1,35 anni in meno.

All’argomento è anche dedicato “Heat at a Glance 2021”, un rapporto dell’Ocse sempre concentrato sugli effetti del Covid a quasi due anni dalla sua comparsa, che partendo dei 2,1 milioni di vittime ufficiali registrate nei 38 Paesi che aderiscono all’organizzazione, ha calcolato nel 60% in più quelle legate alla pandemia per cause concomitanti. Ancora una volta, a diminuire è l’aspettativa di vita, franata dopo 50 anni continui di crescita.

In Italia, nel corso della prima parte del 2020, la mortalità è aumentata del 17,3%, andando di pari passo con l’interruzione di screening oncologici e il rinvio di migliaia di interventi chirurgici già programmati. Una scia negativa che, a quasi due anni di distanza, avrà conseguenze ancora per diverso tempo, prolungando la sensazione che quella del Covid resterà una pagina tristemente indimenticabile per più di una generazione.