SCIENZA - Il cambio dell'ora? Un'usanza da abolire

Vi siete ricordati di spostare indietro di un’ora le lancette dell’orologio? Bene, perché potrebbe essere una delle ultime volte in cui accade, visto che da più parti si moltiplicano richieste e petizioni per abolire un’abitudine considerata obsoleta e controproducente.

Fra gli ultimi a chiedere la scomparsa del cambio dell’ora un gruppo di scienziati inglesi della “British Sleep Society”, che non è un’associazione di gente che ama poltrire sotto le coperte, ma una serissima organizzazione che riunisce medici e sanitari specializzati nei disturbi del sonno. Secondo una delle più recenti ricerche, pubblicata sul “Journal of Sleep Research”, l’organo ufficiale, il gruppetto di cervelloni ha chiesto al Governo inglese che l’ora solare diventi permanente e duratura. Il motivo non è perdere o guadagnare un’ora di luce in più, e neanche il risparmio energetico che già basterebbe a decretarne l’abolizione, quanto piuttosto il fatto che il cambio dell’ora porta scientificamente ad un aumento dei casi di tumore, senza contare l’accentuarsi di problemi del sonno e la crescita esponenziale del numero di incendi stradali.

Tutto questo, secondo gli scienziati, fa parte del pacchetto di effetti collaterali del passaggio dall’ora legale a quella solare, molto meno considerato rispetto a quello contrario, da solare a legale, che segna l’inizio della primavera.

Secondo la British Sleep Society, esisterebbero ormai evidenze scientifiche sufficienti a bloccare il fastidioso passaggio dell’ora solare. “L’ora legale modifica le nostre giornate, spostando tutto in avanti di un’ora mentre la luce del giorno rimane la stessa – spiega Eva Winnebeck, dell’Università del Surrey - la luce naturale del mattino è invece fondamentale per allineare i nostri orologi biologici con il giorno e la notte, il che è essenziale per un sonno ottimale e per la salute”.

Diverse ricerche hanno dimostrato che il cambio dell’ora influisce negativamente anche sull’economia: anni fa, un interessante rapporto della “JP Morgan” ha analizzato le spese effettuate dagli abitanti di Los Angeles all’inizio e alla fine dell’ora legale, confrontandole con quelle di chi vive a Phoenix, Arizona, dove l’ora è stata bloccata da tempo, giungendo alla conclusione che il numero di transazioni tracciabili pro capite aumentava e diminuiva nettamente in base all’ora solare o legale. In pratica, la gente non ama fare shopping col buio.

Malgrado le numerose evidenze scientifiche, sono diversi i Paesi che parlano di abolire un’usanza nata dopo seconda guerra mondiale per risparmiare energia, ma senza riuscire a giungere ad una conclusione. Lo scorso anno, il Senato statunitense aveva approvato una legge per fermare definitivamente gli orologi avanti di un’ora, ma la Camera ha bloccato tutto. E la stessa Europa ne discute da tempo, ma nel 2019, quando tutto sembrava pronto per la storica decisione, sono arrivate prima la pandemia e subito dopo il conflitto fra Russia e Ucraina. E intanto, continuiamo a spostare avanti e indietro le lancette.