NATALE - Pregare è un po' soffrire

Una delle poche certezze che ci restavano, in questi anni strani che rimettono in gioco perfino le tradizioni, era legata al Natale. Nell’ordine: albero, regali e per finire puntatina in Chiesa, perché almeno il 25 dicembre non ci sono scuse che tengano. Ma scava scava, si scopre che la faccenda non è neanche così scontata, se si guarda cosa succede in altre parti di questo pianeta curioso. Ad esempio che esistono chiese, qua e là, strane, curiose e pazze, in qualche caso, dove la veglia di Natale può diventare un supplizio di quelli veri.

Si può iniziare la breve carrellata con la Autobahn Church Siegerland che è diventata una delle curiosità dell’autostrada Colonia-Francoforte, in Germania. Proprio lì, fra fast-food, gommisti e odore di gasolio, qualcuno ha pensato fosse giusto dare ristoro anche allo spirito dei peccatori in trasferta, realizzando una curiosa struttura fatta di lastre d’acciaio tagliate con stampante 3D. E va bene il minimalismo, come va bene accettare l’idea che in chiesa caldo non fa mai, ma la chiesetta che sorge nelle campagne di Limburg, in Belgio, sembra prendere il tutto un po’ troppo alla lettera: ispirata al concetto di reading between the lines, ovvero che la chiesa deve aprirsi al mondo e al paesaggio, è stata messa insieme assemblando duemila lastre d’acciaio, disposte a pochi centimetri una dell’altra. Il risultato sembra centrato, ma il raffreddore anche. E che dire della Chiesa del silenzio di Helsinki, un luogo di culto multireligioso in legno massiccio e isolanti acustici interni dove chiunque, di qualsiasi credo, può accedere: l’importante è che lo faccia in silenzio, rispettando tre soli imperativi: vietato dormire, masticare chewing-gum e usare i cellulari.

E anche in altre parti del mondo non stanno meglio. A pochi isolati dalla White House, a Washington sorgeva una chiesa abbandonata e lasciata al degrado, risorta a nuova vita grazie all’intervento di Alex Brewer, giovane artista americano che armato di vernici l’ha trasformata in un edificio caleidoscopico che da allora attira oltre 70.000 visitatori all’anno. Per finire con la più strana di tutte: la Legoblock creata da due designer olandesi nel centro di Enschede. Moduli componibili in calcestruzzo, quelli utilizzati per i capannoni industriali, dipinti come fossero i celebri mattoncini.