MUSICA - Per l'ennesima estate, «Vamos a la Playa»
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I tormentoni estivi sono come la peperonata: prima o poi ritornano. Ma ce n’è uno, nella lunga classifica delle canzonette fatte apposta per la spiaggia, gli ombrelloni e i “baci salati”, che non ha mai smesso di risuonare ad ogni nuovo solstizio d’estate. Si intitola Vamos a la Playa, esce nel 1983 e la cantano i “finti” fratelli Righeira - Stefano Righi e Stefano Rota - due semisconosciuti artisti torinesi che dopo un altro paio di 45 giri sarebbero finiti nel girone dei dimenticati. Tranne il loro brano, per cui il dizionario Zanichelli conia per la prima volta proprio il termine “tormentone”. Da quell’anno in poi, Vamos a la playa starà bene su tutto, per ogni estate dei decenni futuri, planando su mode, tendenze e generazioni.

I Righeira, che ormai sono diventati un duo dimezzato, hanno deciso di celebrare i 40 anni di carriera riproponendo le registrazioni originali del 1981 del loro successo più clamoroso di sempre - risuonato utilizzando strumenti d’epoca - e pubblicato anche in versione vinile dalla neonata etichetta di Jonhson dal nome inequivocabilmente torinese: la Kottolengo Records.

Quando Vamos a la Playa uscì, nella primavera del 1983, prodotto dai La Bionda e pubblicato dalla CGD, Torino e l’Italia intera avevano poco da stare allegri. Il 13 febbraio in via Cibrario era bruciato il Cinema Statuto, portandosi dietro 64 vittime, e a Roma, a pochi mesi una dall’altra, erano sparite nel nulla Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, due giovani studentesse di cui non si saprà mai più nulla. Il 17 giugno, per di più, il presentatore Enzo Tortora era finito in manette per traffico di stupefacenti e associazione di stampo camorristico.

Poi era arrivata l’estate, e la voglia di playa cantata dai Righeira su uno stile pop allegro, con ritornello fatto apposta per piantarsi nel cervello. Un brano unico per il 45 originale, nel lato A con la versione spagnola e nella B quella cantata in italiano, ma con il primo verso identico per entrambe: “La bomba estalló”, la bomba esplose. In realtà, ammetteranno anni dopo i Righeira, di allegro e spensierato nel testo c’è ben poco: si parla di uno scenario apocalittico che affonda nella paura del nucleare, in quegli anni particolarmente sentita anche grazie a pellicole come “The Day After”.

I due Stefano, Righi & Rota, si erano conosciuti all’Einstein, liceo scientifico in Barriera di Milano: giocavano a calcio e scrivevano musica, collaborando con gruppi come gli Skiantos, fino all’incontro con i (veri) fratelli la Bionda, che credono in quel brano estivo. Avevano ragione: Vamos a la Playa vende 3 milioni di copie e arriva al primo posto della Hit parade italiana, inamovibile per sette settimane, fino all’ottobre successivo, quando i Righeira sfornano No tengo dinero, che avrà comunque successo, anche se inferiore al tormentone precedente. Il successo torna nel 1985 con L’estate sta finendo, che stravince il Festivalbar. La carriera del duo prosegue, con in mezzo uno spiacevole intermezzo giudiziario del 1993, quando Johnson viene accusato di spaccio ed è costretto a cinque mesi di galera prima dell’assoluzione. Ma ormai la stella dei Righeira è tramontata: nel 2016, Stefano Righi annuncia la separazione e Stefano Rota dice addio a Torino per trasferirsi a Thiene, nel vicentino.